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Brogeda: una dogana per capire

Brogeda: una dogana per capire
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Brogeda: una dogana per capire
Lo spunto nasce dalla lettura di un interessante articolo pubblicato sabato 31 gennaio su il Corriere di Como  firmato da Paolo Annoni. Il giornalaista riporta con cura meticolosa i dati relativi ai transiti di mezzi pesanti e traffici ille...

Lo spunto nasce dalla lettura di un interessante articolo pubblicato sabato 31 gennaio su il Corriere di Como  firmato da Paolo Annoni. Il giornalaista riporta con cura meticolosa i dati relativi ai transiti di mezzi pesanti e traffici illeciti (droga, valuta e merci) della dogana di Chiasso Brogeda durante il 2003.

Dati che, letti attentamente, possono dare un'idea e risposte a problemi di interesse attuale nel nostro cantone (vedi votazione AVANTI! del prossimo week-end), oltre ad un chiaro panorama economico-sociale.

Il transito del traffico pesante, le Alpi e il raddoppio
Iniziamo con l'analizzare i dati realtivi al traffico pesante. Dati che forse molti non conoscono nel dettaglio e che possono aiutare a far chiarezza nella propria posizione per il contro-progetto AVANTI, tema di votazione popolare durante il prossimo week-end.
Secondo quanto dichiarato dal direttore della dogana di Ponte Chiasso, Luigi Simeone, al giornalista del Corriere di Como, nel traffico dei veicoli "pieni" è stato riscontrato un aumento di circa il 6%, con una leggera flessione del traffico proveniente da nord in direzione sud.
Per circa 300 giorni nel corso del 2003 (si escludono domeniche e festivi, quando la dogana è chiusa) sono transitati da Brogeda 2.850 Tir al giorno a pieno carico.
Da Sud a Nord sono transitati complessivamente 520.046 mezzi pesanti, 25.381 dei quali hanno eseguito lo sdoganamento della merce (quindi s'intende destinata al mercato svizzero), mentre 494.665 i soli transiti (quindi con merci destinate ad altri paesi del nord). L'anno precedente il totale dei transiti pesanti con pieno carico era stato in tutto di 490.067 unità, ossia il 6,12% in meno.
A questi mezzi, che danno una media appunto di 2850 al giorno, si devono aggiungere i veicoli vuoti, che nel 2003 sono stati 267.895 (un calo in questo caso di circa il 30% rispetto ai dodici mesi precedenti), oltre a quelli destinati al trasporto di fiori e giornali che non devono compiere operazioni speciali in dogana bensì possono transitare dal valico viaggiatori (891.320 in uscita dalla svizzera e 864.936 in entrata, pari al +3,05% rispetto al 2002).


La canapa, l'ecstasy, le droghe pesanti e un po' di tutto
Passiamo al traffico di droga. Dopo l'operazione di polizia che ha visto la chiusura della maggior parte di canapai (forse tutti...), viene da chiedersi cosa transita di così preoccupante dalla dogana di Brogeda.
Passa. E continua a passare di tutto, anche se le segnalazioni complessive risultano in calo rispetto al 2002. Dalle 1900 constatazioni dello scorso anno, nel 2003 sono state circa 1200.
E a preoccupare moltissimo, tra i tipi di stupefacenti sequestrati, colpisce l'aumento del traffico di ecstasy. Le pasticche scoperte dai funzionari di dogana e dalla finanza sono state ben 18.839 contro le 256 nel 2002.
In calo, invece, i sequestri di hashish, mentre è stata pressoché costante la marijuana con 61.486 grammi contro i 61.714 del 2002. Anche la cocaina è in aumento passando da 4.887 a 17.502 grammi.
Per quanto riguarda il traffico di merce, di tutto un po', non sembra che il fenomeno si sia attenuato. Le merci sequestrate dalla finanza italiana in uscita dalla Svizzera raggiungono, infatti, un valore pari a 149.543 euro. 


Lo scudo dimenticato e il ritorno di capitali dall'estero
Ultimo, ma non certo meno importante, termomentro di Brogeda sono i dati relativi al traffico di valuta dall'Italia verso la Svizzera.
Nel corso del 2003, le infrazioni rilevate dagli uomini della finanza sono state 127 con il sequestro di titoli del valore di 625.763 euro e contanti per 7.132.667 euro.
L'anno precedente erano finiti nella rete dei controlli in dogana titoli al portatore per 1.278.352 e contanti per 3.640.330, per un totale di quasi cinque milioni di euro.
In aumento, quindi, l'entrata in Ticino di valuta proveniente dalla vicina penisola, soprattutto, come indicano i dati, dopo l'effetto della scadenza dello scudo fiscale terminato l'aprile dell'anno scorso.

Che dire, una dogana per capire e per intepretare, a secondo da che parte la si guarda, pessimismo e/o ottimismo per il futuro ecomonico e sociale della propria realtà geografica.

RED / (fonte dati: Corriere di Como)

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