Crans-Montana, gli Stati dicono «sì»: contributo di 50 mila franchi a feriti e familiari

Approvato il contributo straordinario per le vittime e i familiari dell'incendio di Capodanno. Ora spetta al Nazionale
Approvato il contributo straordinario per le vittime e i familiari dell'incendio di Capodanno. Ora spetta al Nazionale
BERNA - Nel rogo di Capodanno divampato al Constellation sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite. Complessivamente il governo chiedeva poco più di 35 milioni di franchi: 7,8 milioni quale contributo di solidarietà, 20 milioni per finanziare e organizzare una tavola rotonda con le persone interessate per concordare accordi amichevoli e 8,5 milioni di sostegno ai Cantoni per il finanziamento dell'aiuto alle vittime.
Il dibattito è stato molto sentito e diversi "senatori" hanno preso la parola per esprimere compassione. Quello che è successo a Crans-Montana è una tragedia di natura straordinaria, che richiede quindi misure straordinarie, ha rilevato il "ministro" della giustizia Beat Jans.
Fabien Fivaz (Verdi/NE) ha ricordato l'elevato numero di vittime, la loro giovane età e la gravità delle lesioni. Isabelle Chassot (Centro/FR) ha parlato di «conseguenze fisiche e psicologiche permanenti», mentre Beat Rieder (Centro/VS) ha ricordato che le responsabilità civili e giuridiche devono ancora essere stabilite «nei minimi dettagli».
La Confederazione è chiamata a fare la sua parte, anche se il dossier richiederà molto tempo. «Tra dieci anni si parlerà ancora di Crans-Montana», ha osservato Pascal Broulis (PLR/VD). Nell'immediato, da più parti è stato chiesto un aiuto «semplice e rapido», «senza allontanarsi troppo dalle sofferenze delle persone», ha rilevato Pierre-Yves Maillard (PS/VD).
La maggioranza dell'UDC e del PLR era contraria al progetto, o chiedeva almeno che fosse rinviato al Consiglio federale. Esther Friedli (UDC/SG) ha chiesto di osservare il problema da una certa distanza visto che ci sono questioni ancora aperte.
Il nocciolo del progetto richiede ancora chiarezza, ha concordato Benjamin Mühlemann (PLR/GL), aggiungendo che occorre «dimostrare alla popolazione che la politica lavora seriamente». Pirmin Schwander (UDC/SZ) ha da parte sua sostenuto che non si deve creare un precedente, dato che anche altri genitori hanno perso i propri figli in catastrofi e che in futuro potrebbero verificarsi altri eventi simili.
Temporeggiare su tavola rotonda - Il plenum ha sostenuto in linea di principio la tenuta di una tavola rotonda, ma ha preferito temporeggiare e non ha approvato i 20 milioni destinati a questo scopo. Il dossier che dovrà essere esaminato al di fuori della legge urgente, attraverso la procedura ordinaria, ossia in un arco di tempo più lungo.
Sono inoltre state espresse alcune riserve, viste le preoccupazioni giunte da più parti riguardo a questo intervento inusuale da parte della Confederazione, che può apparire ingiusto nei confronti delle vittime di altre tragedie e pone questioni di principio sotto il profilo dell'uguaglianza giuridica. Per questo è previsto un diritto di regresso per la Confederazione nei confronti dei responsabili del danno e di terzi civilmente responsabili, così da permetterle all'occorrenza di rifarsi su di essi.
Il plenum ha poi fornito ulteriori precisazioni in materia di trasparenza e trattamento dei dati personali sensibili. Al momento della votazione complessiva, una parte dell'UDC e del PLR si è opposta o si è astenuta.
Il Consiglio nazionale si pronuncerà lunedì. Il dossier deve essere chiuso entro questa sessione. La legge deve essere dichiarata urgente. Il governo l'ha limitata alla fine del 2029. Il Consiglio degli Stati ha prorogato il termine fino alla fine del 2040.
Il contributo di solidarietà potrebbe essere versato già questa primavera ai beneficiari dell'aiuto finanziario d'urgenza del Canton Vallese, ovvero tutte le persone decedute e tutte le vittime ricoverate in ospedale.
Pressioni dall’Italia «sono fastidiose» -Jans ha ribadito che il Consiglio federale avrebbe agito allo stesso modo se tutte le vittime fossero state svizzere. «Lasciatemelo chiarire ancora una volta: non lo facciamo per pressioni esterne», ha dichiarato il ministro della giustizia Beat Jans in Consiglio. «L’Italia esercita pressioni su tutti i possibili canali, questo è evidente ed è fastidioso». I tentativi di pressione da parte dell’Italia sono controproducenti, il ritiro dell’ambasciatore è stato incomprensibile e sproporzionato. «Come ministro della giustizia, devo respingere chiaramente questi tentativi di pressione: la Svizzera è uno Stato di diritto», ha sottolineato il consigliere federale Jans.
Il dossier passa al Nazionale, che si pronuncerà lunedì. Il dossier deve essere concluso in questa sessione.




