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SVIZZERA

Crisi petrolifera? La Svizzera tiene la rotta

Nonostante le turbolenze globali, consumi stabili e occupazione in crescita sostengono la ripresa elvetica, mentre le previsioni su PIL e inflazione restano positive.
Crisi petrolifera? La Svizzera tiene la rotta
Deposit Photos
Fonte ats awp
Crisi petrolifera? La Svizzera tiene la rotta
Nonostante le turbolenze globali, consumi stabili e occupazione in crescita sostengono la ripresa elvetica, mentre le previsioni su PIL e inflazione restano positive.

ZURIGO - La Svizzera ha mostrato una buona tenuta durante l'ultima crisi petrolifera legata al conflitto in Iran. Nonostante la sperata ripresa industriale sia stata frenata, i consumi interni si sono rivelati un valido pilastro. A dare una mano è stata anche l'efficienza energetica relativamente elevata della Confederazione.

«Grazie all'elevata efficienza energetica, a una produzione a minore intensità energetica e all'alto potere d'acquisto, l'economia elvetica è meno colpita dalla crisi energetica globale», sintetizza Raiffeisen nelle sue previsioni economiche per il secondo semestre, pubblicate oggi. Il recente allentamento delle tensioni nel conflitto iraniano aumenta ora le possibilità che l'industria si rimetta al passo nella seconda metà dell'anno, secondo quanto dichiarato dal capo economista Fredy Hasenmaile.

Sebbene la domanda interna "vacilli" leggermente, essa rimane comunque un solido motore di crescita. E grazie al robusto potere d'acquisto, i consumi sono sostenuti, anche se ultimamente gli svizzeri si sono mostrati più preoccupati per il loro posto di lavoro. Recentemente, tuttavia, l'occupazione, soprattutto nel settore dei servizi, registra un trend al rialzo, per cui, insieme a un moderato aumento dei salari reali, i consumi dovrebbero rimanere un importante pilastro, viene indicato.

Uno stabilizzatore sottovalutato è rappresentato dall'efficienza energetica della Svizzera. Questo fattore, insieme alla concentrazione dell'industria nazionale su prodotti a minore consumo energetico, ha contribuito a far sì che la crisi petrolifera avesse un impatto inferiore rispetto ad altri Paesi.

Nel complesso, Raiffeisen conferma le previsioni sul Pil per l'anno in corso e per il prossimo, stimando una crescita rispettivamente dello 0,8% e dell'1,3%. Le previsioni sull'inflazione sono state leggermente riviste al ribasso: allo 0,5% per il 2026 (in precedenza +0,7%) e allo 0,8% per il 2027 (in precedenza +0,9%).

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