Sovvenzione negata a un film, il TAF annulla la decisione dell'UFC

Ordinata una nuova valutazione dopo aver riscontrato irregolarità nella composizione della commissione.
Ordinata una nuova valutazione dopo aver riscontrato irregolarità nella composizione della commissione.
SAN GALLO - Una società di produzione cinematografica con sede a Vevey (VD) non aveva ottenuto una sovvenzione dall'Ufficio federale della cultura (UFC) per i suo film intitolato "Derib, une vie dessinée". La stessa ha presentato ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (TAF), che le ha dato ragione: mancava un esperto nella commissione incaricata di valutare le candidature.
Durante la procedura di selezione, nel marzo 2025, erano presenti solo due esperte per giudicare diversi film per i quali era stata presentata domanda di sovvenzione per la distribuzione e la diffusione. Il terzo esperto si era ricusato e la commissione di selezione, per mancanza di tempo, aveva deliberato solo con due.
Le esperte non avevano concesso il contributo a "Derib, une vie dessinée". Secondo la griglia di valutazione, questo film aveva ottenuto un punteggio di 68 e non aveva quindi raggiunto il punteggio minimo di 70 necessario per avere diritto al contributo.
La società di produzione di Vevey, che aveva richiesto una sovvenzione di 15'000 franchi, ha impugnato la decisione dell'UFC davanti al TAF. In una sentenza pubblicata oggi, quest'ultimo ha annullato la decisione dell'UFC, rilevando che una commissione composta da due soli esperti non è conforme alla legge.
Stando a quest'ultima sono infatti necessari almeno tre esperti per valutare le candidature e decidere chi possa ottenere un "sostegno selettivo alla distribuzione e alla diffusione" di film svizzeri.
Questo motivo è già di per sé sufficiente per annullare la decisione dell'UFC, ha stabilito il TAF. Il caso viene quindi rinviato all'UFC affinché prenda una nuova decisione con una commissione composta da tre esperti.
Il TAF rileva inoltre che le esperte hanno commesso un errore nei criteri presi in considerazione per l'assegnazione del punteggio, cosa che l'UFC aveva già ammesso nella sua presa di posizione. Infatti, non è stato tenuto conto del fatto che la società di distribuzione avesse previsto una promozione digitale e creato contenuti destinati ai social network.
Ciò avrebbe potuto potenzialmente farle guadagnare cinque punti in più, consentendole di raggiungere la soglia minima per l'assegnazione della sovvenzione.
(sentenza B_3517/2025 del 23 giugno 2026)




