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NEUCHÂTEL

Quel "laboratorio a cielo aperto" che suscita interesse anche all'estero

I primi risultati positivi dei pannelli fotovoltaici sui binari spingono altri Paesi europei a considerare lo stesso modello ferroviario solare.
Quel "laboratorio a cielo aperto" che suscita interesse anche all'estero
Sun-ways.ch
Fonte 20Minuten
Quel "laboratorio a cielo aperto" che suscita interesse anche all'estero
I primi risultati positivi dei pannelli fotovoltaici sui binari spingono altri Paesi europei a considerare lo stesso modello ferroviario solare.

NEUCHÂTEL - Un tratto ferroviario nel Canton Neuchâtel è diventato un laboratorio a cielo aperto per l’energia solare. Da poco più di un anno, pannelli fotovoltaici installati direttamente tra i binari producono infatti elettricità rinnovabile, attirando l’interesse di altri Paesi europei.

Il progetto pilota, sviluppato dalla start-up Sun-Ways con il supporto dell’Agenzia svizzera per la promozione dell’innovazione, interessa un segmento di 100 metri nei pressi di Buttes. I pannelli sono stati installati all’inizio del 2025 e, a distanza di 15 mesi, i risultati vengono definiti positivi.

«Abbiamo raggiunto i nostri obiettivi, sia in termini di sicurezza ferroviaria sia di produzione energetica», ha dichiarato il cofondatore Joseph Scuderi a Swissinfo. La soluzione tecnica, che prevede l’inserimento dei moduli tra le rotaie, si è dimostrata «completamente stabile e sicura». Inoltre, i pannelli possono essere rimossi facilmente, senza interferire con la manutenzione della linea.

Nel primo periodo di attività, l’impianto ha prodotto circa 16.000 kilowattora di energia, immessi nella rete locale. Una quantità che corrisponde al consumo medio annuo di tre o quattro famiglie svizzere. Secondo le stime di Sun-Ways, l’adozione della tecnologia sull’intera rete ferroviaria svizzera – pari a 5.320 chilometri – potrebbe generare fino a un miliardo di kilowattora all’anno, circa il 2% del fabbisogno elettrico nazionale.

Un bilancio positivo arriva anche dall’operatore di trasporto pubblico TransN (Transports publics neuchâtelois), che non ha registrato alcun impatto sul traffico ferroviario. Infondate, inoltre, le preoccupazioni iniziali relative a possibili riflessi dei pannelli in grado di abbagliare i macchinisti.

Il progetto, come detto in apertura, ha suscitato interesse anche oltre confine. Francia e Italia hanno già manifestato attenzione per la tecnologia: con la compagnia ferroviaria francese SNCF è stato firmato un accordo di cooperazione, mentre sono in corso colloqui con l’italiana RFI.

Non sono mancate le critiche. In Germania, un professore di energia ha definito l’iniziativa «insensata», ritenendo il rendimento economico inferiore rispetto agli impianti solari tradizionali. Sun-Ways ha replicato sottolineando come proprio il progetto pilota serva a verificare e chiarire questi dubbi.

Restano comunque alcune sfide aperte. Attualmente la tecnologia non è adatta a tratti superiori ai 500 metri e l’energia prodotta deve essere convertita in alta tensione per essere trasportata su lunghe distanze. Il test, autorizzato dall’Ufficio federale dei trasporti, proseguirà ancora per circa due anni.

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