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Ripresa di Credit Suisse: ai ricorrenti l'accesso agli atti di UBS

Confermato inoltre, in via definitiva, il mandato per la perizia destinata a determinare il valore di Credit Suisse secondo il principio della continuità aziendale.
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Fonte ats
Ripresa di Credit Suisse: ai ricorrenti l'accesso agli atti di UBS
Confermato inoltre, in via definitiva, il mandato per la perizia destinata a determinare il valore di Credit Suisse secondo il principio della continuità aziendale.

SAN GALLO - I ricorrenti che contestano le condizioni dell'acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS nel marzo 2023 potranno consultare integralmente la documentazione relativa all'operazione. Lo ha stabilito con decisione del 5 febbraio il Tribunale commerciale di Zurigo, che ha inoltre confermato in via definitiva il mandato per la perizia destinata a determinare il valore di Credit Suisse secondo il principio della continuità aziendale.

I giudici hanno così respinto la richiesta di UBS di negare ai ricorrenti l'accesso ai documenti non oscurati, riferisce l'Associazione svizzera per la tutela degli investitori (SASV). I dossier riguardano in particolare il processo decisionale interno di UBS prima del salvataggio d'urgenza del 19 marzo 2023, nonché i modelli di valutazione elaborati dalla stessa banca per stimare il valore di Credit Suisse.

UBS aveva chiesto che l'accesso fosse limitato ai soli documenti espressamente citati nelle perizie giudiziarie e, anche in tal caso, esclusivamente in versioni ampiamente oscurate. Secondo la SASV, ciò avrebbe impedito ai ricorrenti di verificare l'eventuale presenza di ulteriori elementi rilevanti non richiamati dagli esperti.

Per tutelare il segreto commerciale, la consultazione degli atti sarà consentita unicamente in forma cartacea presso la sede del Tribunale. Non è ammessa alcuna riproduzione. Le informazioni contenute nei documenti restano inoltre confidenziali e non potranno essere divulgate a terzi.

Possibile ricorso al Tribunale federale - UBS può impugnare la decisione dinanzi al Tribunale federale. In alternativa, la banca potrebbe ritirare integralmente i documenti oggetto della controversia per impedirne la consultazione. I giudici hanno tuttavia precisato che un eventuale ritiro verrebbe valutato a sfavore di UBS nell'ambito dell'apprezzamento delle prove.

Parallelamente, il Tribunale commerciale di Zurigo ha affidato l'incarico peritale ai professori Peter Leibfried et Roger Neininger. Saranno chiamati a determinare il valore di Credit Suisse al 19 marzo 2023 sulla base dei valori di continuità in vista della fusione. È stato respinto un ricorso contro la loro nomina.

L'azione legale promossa dalla SASV verte sulla corretta tutela delle quote sociali e dei diritti di partecipazione degli azionisti di Credit Suisse. In base ai termini dell'accordo, gli azionisti hanno ricevuto un titolo UBS ogni 22,48 azioni Credit Suisse.

Considerato il prezzo di chiusura del titolo UBS di 17,11 franchi il 17 marzo 2023, ultimo giorno di borsa prima dell'annuncio della fusione, ciascuna azione Credit Suisse è stata valorizzata a 76 centesimi, contro 1,86 franchi registrati due giorni prima. Secondo la SASV, il rapporto di cambio sarebbe stato fissato in modo affrettato e senza una base adeguatamente fondata.

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