Pazienti maltrattati come «animali da laboratorio», condannato il chirurgo

Il medico ha impiantato protesi lombari problematiche in sette pazienti. È stato condannato a 17 mesi di carcere per lesioni personali gravi.
BERNA - Un chirurgo bernese è stato condannato oggi dal Tribunale regionale di Berna-Mittelland a 17 mesi di reclusione, sospesi per due anni con la condizionale, per tentate lesioni personali gravi. Il caso riguarda una protesi discale per la colonna vertebrale, che avrebbe causato seri problemi fisici a diversi pazienti.
Il processo era iniziato lo scorso 12 gennaio. Secondo la sentenza, contro la quale si può ancora inoltrare ricorso, il medico dovrà anche pagare le spese processuali e 4000 franchi a titolo di risarcimento a una parte civile.
Il 78enne aveva partecipato allo sviluppo di un impianto di dischi intervertebrali, utilizzandolo in prima persona su sette pazienti fra il 2011 e il 2013. La protesi incriminata è stata commercializzata dall'azienda britannica Ranier, oggi fallita.
Il prodotto è stato lanciato nel 2010, malgrado, secondo l'atto d'accusa, i test svolti sugli animali avessero già evidenziato delle lacune. Nel 2014 è poi stato ritirato dal mercato. Decine di pazienti in tutta Europa hanno dovuto fare i conti con gravi complicazioni alla colonna vertebrale legate al suo utilizzo.
Il chirurgo aveva sviluppato nel tempo uno spiccato interesse per la protesi, denominata "Cadisc-L". «Era diventata il suo bambino», ha affermato il presidente della corte. La vicenda era per lui ormai una questione di prestigio e il fallimento del progetto era stato percepito come una sconfitta personale: questo spiega il suo disinteresse per il ritiro del prodotto.
L'avvocato delle vittime ha sostenuto in tribunale che i pazienti erano stati «di fatto ridotti ad animali da laboratorio».
Il caso è stato reso pubblico nel 2018, grazie al lavoro di un team di inchiesta internazionale al quale ha contribuito Tamedia. In seguito, nel febbraio del 2019, la procura cantonale aveva aperto un'indagine sul caso.



