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SAN GALLOTrovati «sdraiati uno sopra l'altro», la denuncia dei familiari della vittima

28.02.22 - 19:56
I parenti del pizzaiolo trovato ucciso nell'hotel:«Lo abbiamo saputo dalla stampa»
BRKNEWS
SAN GALLO
28.02.22 - 19:56
Trovati «sdraiati uno sopra l'altro», la denuncia dei familiari della vittima
I parenti del pizzaiolo trovato ucciso nell'hotel:«Lo abbiamo saputo dalla stampa»
Intanto il 45enne viene ricordata come «disponibile, un vero italiano, una brava persona». Nessuno sembra invece conoscere il 19enne arrestato

SAN GALLO - Mentre a Mels si festeggiava il carnevale, nell'Hotel Schäfli - tra sabato e domenica - si andava consumando un crimine dalla trama ancora poco chiara. A trovare il cadavere del pizzaiolo 45enne B.M.* è stato il proprietario e direttore della struttura alberghiera.

«Ho visto due persone sdraiate una sopra l'altra, nel corridoio», racconta al Blick il 76enne. «All'inizio credevo fossero "finti cadaveri di carnevale"», prosegue. Uno di questi è il pizzaiolo, un foggiano da sei mesi in Svizzera. L'anziano albergatore riesce a svegliare l'altro, un 19enne svizzero, al quale ordina di portare la vittima nella sua stanza. «Sono andato un attimo nel mio ristorante, quando sono tornato mi sono reso conto che il nostro inquilino non dava più segni di vita».

I paramedici, subito intervenuti, non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell'uomo. L'albergatore ricorda che il 45enne giaceva in una pozza di sangue e che era ferito: «Era ben noto a noi e ai nostri ospiti. Si era anche ben integrato», sottolinea.

Che si possa essere trattato di un incidente, gli inquirenti lo escludono. Tanto che il 19enne è già stato arrestato e vi è il sospetto che si sia trattato di omicidio. «Attualmente pensiamo che ci sia stato un alterco tra i due», afferma il portavoce della Polizia sangallese, Hanspeter Krüsi. Ma c'è di più: nessuno conosceva il giovane e dalle indagini non avrebbe nemmeno festeggiato il carnevale a Mels.

Nella pizzeria "Cosa Nostra", dove lavorava il pizzaiolo, lo shock è stato enorme. «Siamo terribilmente afflitti. Era una persona molto disponibile, un vero italiano, un bravo ragazzo», sottolinea il titolare. Sabato sera ha terminato il suo turno alle 22:30. «Il mattino successivo ci ha chiamato la polizia per informarci dell'accaduto».

La famiglia: «Non ci hanno avvisati» - Nel frattempo, in redazione è giunta per mezzo di uno studio legale la denuncia da parte dei familiari della vittima che lamentano «il gravissimo disagio e dolore avvertito dalla famiglia, nonché da tutta la comunità lucerina, che è venuta a conoscenza della morte casualmente, mediante alcuni articoli pubblicati su mezzi di stampa».

Secondo i familiari, sebbene ad oggi siano decorsi quasi due giorni, «nessun organo e autorità elvetica ha provveduto ad informare la famiglia e/o autorità consolari circa il decesso». «Di conseguenza - si sottolinea - nessuna ricognizione e/o riconoscimento cadaverico è stato disposto, non si ha alcuna notizia su dove sia custodita la salma, se, dove e quando verranno effettuati i rilievi autoptici e di conseguenza su quando potrà essere rimpatriata per darne degna sepoltura».

La famiglia afferma di essere ora in contatto con gli organi inquirenti: «Ma nessuno è in grado di poterci fornire notizie utili sugli accadimenti e sulle vicissitudini del povero B.»

*nome noto alla redazione

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