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VAUDCondannato per assassinio, il rapitore di Payerne era ai domiciliari

14.05.13 - 18:26
Il 36enne aveva fatto ricorso e ottenuto l'effetto sospensivo contro la decisione d'interrompere il regime ottenuto la scorsa estate
Condannato per assassinio, il rapitore di Payerne era ai domiciliari
Il 36enne aveva fatto ricorso e ottenuto l'effetto sospensivo contro la decisione d'interrompere il regime ottenuto la scorsa estate

LOSANNA - Era stato condannato a 20 anni di reclusione nel 2000 per rapimento, stupro e assassinio nel canton Vaud, ma da poco era agli arresti domiciliari. Fa discutere questo dettaglio della condanna del 36enne che ieri sera ha rapito a Payerne (VD) una ragazza di 19 anni con cui aveva avuto una relazione. L'uomo, di nazionalità svizzera, è stato arrestato oggi nel canton Friburgo ma della giovane non si sa ancora nulla.

 

Sono state organizzate vaste ricerche a livello regionale cantonale e nazionale. Una ventina di pattuglie hanno perlustrato strade e sentieri tra Payerne e Moudon. L'uomo è stato arrestato oggi mentre era al volante della sua auto presso Vaulruz, tra Romont e Bulle, nel canton Friburgo. La ragazza non era tuttavia a bordo e le ricerche continuano, ha detto all'ats Philippe Jaton, portavoce della polizia.

 

Un testimone oculare ha indicato a "20 Minutes" che l'arresto è avvenuto verso le 13.30 dopo un inseguimento. Secondo "informazioni concordanti" citate dal giornale il veicolo è finito contro uno sbarramento piazzato dalla polizia e il ricercato è stato proiettato fuori dal veicolo, ma non ha riportato ferite.

 

Il primo episodio - L'autore del rapimento è un friburghese domiciliato nella regione e avrebbe avuto una relazione intima con la ragazza, residente a Payerne. Nel giugno 2000 era stato condannato per rapimento, violenza carnale e assassinio nel cantone di Vaud: nel gennaio 1998, all'età di 22 anni aveva sequestrato, stuprato e ucciso a La Lécherette (VD) la sua ex amica di 31 anni, cui aveva sparato diversi colpi di pistola. Dall'agosto 2012 godeva tuttavia di un regime di arresti domiciliari, concessigli nell'ultima fase della pena.

 

L'uomo aveva scontato i due terzi della pena il 15 maggio 2011 e avrebbe potuto beneficiare, in caso di una prognosi favorevole, di una liberazione con la condizionale. Il 3 luglio 2012, il collegio dei giudici dell'applicazione della pena aveva tuttavia respinto la richiesta di liberazione, ha indicato all'ats il segretario dell'Ordine giudiziario vodese.

 

Gli arresti domiciliari - Il 16 agosto 2012, l'Ufficio di esecuzione delle pene ha deciso che il resto della condanna poteva essere scontato sotto forma di arresti domiciliari. La Fondation vaudoise de probation, istituzione incaricata dell'assistenza ai condannati rimessi in libertà provvisoria, ha chiesto di interrompere questo regime ma l'interessato ha presentato ricorso e ottenuto l'effetto sospensivo, in attesa di una decisione sul merito della questione.

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