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Sicurezza trasporti pubblici: oggi tavola rotonda a Berna

Esperti e istituzioni delineano nuove strategie e strumenti per contrastare le aggressioni sui treni.
Sicurezza trasporti pubblici: oggi tavola rotonda a Berna
TiPress
Fonte Ats
Sicurezza trasporti pubblici: oggi tavola rotonda a Berna
Esperti e istituzioni delineano nuove strategie e strumenti per contrastare le aggressioni sui treni.

BERNA - Si è svolta oggi a Berna una tavola rotonda che ha riunito i principali attori del trasporto pubblico con l'obiettivo di definire misure concrete volte a rafforzare la sicurezza nel settore. L'incontro rappresenta il primo passo nell'attuazione della mozione del consigliere nazionale Piero Marchesi (UDC/TI), parzialmente accolta dal Parlamento lo scorso marzo.

Nel suo atto parlamentare, il deputato ticinese chiede un piano nazionale per rafforzare la sicurezza sui treni. Marchesi giustifica la sua mozione col fatto che "le aggressioni a bordo dei treni sono diventate un fenomeno quotidiano e allarmante". Le FFS stimano circa 10 aggressioni al giorno contro il proprio personale, per un totale di 3600 casi l'anno a livello nazionale. Non si tratta soltanto di insulti o minacce verbali, a detta di Marchesi: sempre più spesso si registrano episodi di violenza brutale con pugni, morsi e colpi alla testa.

Le dinamiche di queste aggressioni sono ricorrenti, stando a Marchesi: si verificano soprattutto nelle ore critiche della giornata, dopo le 22:00 e nei primi treni del mattino. Le cause principali sono i controlli dei biglietti, i vagoni sovraffollati e tensioni sociali che, acuite durante la pandemia, continuano a sfociare in episodi di violenza incontrollata.

Per Marchesi, le misure interne delle FFS - denunce sistematiche, sensibilizzazione, supporto psicologico - sono necessarie ma chiaramente insufficienti. La sicurezza a bordo non può dipendere unicamente dall'iniziativa aziendale o dal coraggio dei passeggeri. È responsabilità dello Stato garantire protezione a chi lavora e a chi viaggia.

Nell'incontro odierno hanno partecipato imprese di trasporto, polizia dei trasporti, autorità cantonali e federali, nonché parti sociali e altre organizzazioni. Lo scopo era "analizzare la situazione attuale e a definire una visione condivisa su come procedere", indica l'Ufficio federale dei trasporti (UFT) in una nota.

In futuro saranno introdotte diverse misure, tra cui un maggiore coordinamento intercantonale, procedure comuni per polizia e autorità penali, nonché formazioni sulla de-escalation. L'UFT sta inoltre preparando adeguamenti normativi per autorizzare l'uso di bodycam e taser da parte della polizia dei trasporti.

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