Uccise la compagna con 53 coltellate, a processo: «Non ricordo»

Accusato di assassinio, un 45enne kosovaro afferma di non ricordare nulla del violento attacco.
VAUD - Si è aperto martedì a Vevey (VD) il processo a carico di un uomo di 45 anni accusato di aver ucciso la sua compagna nel 2023 in un atto definito di «violenza inaudita». La vittima, all’epoca 37enne, è stata colpita con ben 53 coltellate al termine di una lite.
Secondo l’atto d’accusa, la relazione tra i due, entrambi kosovari, si era progressivamente deteriorata dopo anni vissuti a distanza, con l’uomo residente in Germania e la donna a Vevey.
Tra i motivi di tensione vi erano divergenze sull’educazione religiosa della figlia: l’imputato frequentava una moschea rigorista (con una visione molto conservatrice ndr.) e non accettava la pratica meno rigida seguita dalla compagna.
L'uomo, stando a quanto riportato da 24heures, era inoltre geloso, possessivo e infedele. Da quando la 37enne aveva espresso la volontà di interrompere la relazione aveva poi manifestato atteggiamenti violenti.
Ed è così che si è arrivati al 26 maggio 2023, quando l'allora 42enne ha aggredito la donna sferrando oltre 50 coltellate, per poi fuggire.
Nonostante la furia dell'attacco, ieri a processo l'uomo ha dichiarato di non ricordare con precisione quanto accaduto. Il suo ultimo ricordo sarebbe uno schiaffo ricevuto dalla vittima, che avrebbe innescato una reazione incontrollata.
L’imputato è accusato di assassinio. Secondo l’accusa, la vittima aveva più volte espresso timori di un possibile passaggio all’atto.
Nel corso dell’istruttoria è stata disposta una perizia psichiatrica, che ha evidenziato un grave disturbo mentale dell’uomo, elemento che potrebbe influire sulla pena.




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