Il figlio dell’autista dell'autopostale: «Mio padre è morto da eroe»

Lo ricorda come una persona altruista: secondo lui ha perso la vita nel tentativo di aiutare gli altri durante l'incendio sul bus
Lo ricorda come una persona altruista: secondo lui ha perso la vita nel tentativo di aiutare gli altri durante l'incendio sul bus
KERZERS (FR) - Martedì mattina era uscito di casa per iniziare il turno, come aveva fatto innumerevoli volte. Nessuno poteva immaginare che sarebbe stato il suo ultimo giorno di lavoro. «È andato al lavoro e non è più tornato», ha raccontato il figlio 42enne al Blick. Con lui non se n’è andato soltanto un padre, ma anche un nonno affettuoso per i suoi nipoti.
L’autista, 63 anni, era al volante del bus incendiato a Kerzers, nel Canton Friburgo. Insieme ad altre cinque persone ha perso la vita in un gesto drammatico e incomprensibile. A Düdingen, circa 40 minuti prima della tragedia, era salito a bordo un uomo di 65 anni che, durante il viaggio, si è cosparso di benzina e si è dato fuoco. In pochi istanti il bus è stato avvolto dalle fiamme.
Ha pensato prima agli altri - Il 42enne descrive il padre come una persona profondamente altruista. Mentre molti, in una situazione simile, avrebbero pensato soltanto a mettersi in salvo, lui sarebbe rimasto nel veicolo per aiutare i passeggeri. «Mio padre è morto da eroe», ha dichiarato con commozione al Blick. Secondo il figlio, l’uomo avrebbe fermato subito il bus e aperto le porte. È convinto che non sia sceso dal mezzo proprio per poter assistere meglio le persone a bordo.
Un comportamento che non lo sorprende. «Era una persona che non si arrendeva mai», ha spiegato al quotidiano. Un uomo pieno di vita, sempre pronto ad aiutare gli altri, soprattutto la famiglia e i suoi nipoti. Il fatto che il nonno di cinque bambini sia morto cercando di salvare gli altri offre almeno un piccolo conforto: «In ogni caso, questo ci rende orgogliosi».
L’ultimo saluto, come sempre - L’ultima volta si erano visti la sera precedente. Un addio semplice, come tanti altri: «Buona serata, ci vediamo domani», ha raccontato al Blick. Oggi, però, le parole sono poche. «Adesso è il momento del lutto», ha aggiunto.
Il suo pensiero va anche alle altre vittime e alle loro famiglie. «Penso agli altri morti e ai loro cari», ha dichiarato. Non riesce a comprendere perché l’autore del gesto abbia trascinato con sé altre persone nella morte e spera che dalle autorità arrivino misure concrete «per evitare che qualcosa del genere possa accadere di nuovo».
Le sue ultime parole sono rivolte al padre: «Riposa in pace, papà».





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