Perché la rabbia dell’Italia verso la Svizzera è così grande?

Dopo la liberazione di Jacques Moretti il governo italiano alza la pressione e causa un'escalation politica. E la stampa non si tira indietro. I retroscena.
Dopo la liberazione di Jacques Moretti il governo italiano alza la pressione e causa un'escalation politica. E la stampa non si tira indietro. I retroscena.
ROMA - La scarcerazione del proprietario del Le Constellation di Crans-Montana, Jacques Moretti, ha scatenato un vero e proprio putiferio in Italia. La premier Giorgia Meloni ha richiamato l'ambasciatore e ha sollecitato «una squadra investigativa comune». Non solo: ha anche minacciato di chiamare il governo svizzero a rispondere delle proprie azioni.
La politica e i media - «Tutta l’Italia grida alla verità e alla giustizia», ha scritto su X. Il vicepremier italiano Matteo Salvini è stato uno dei primi a chiedere pene severe. L’edizione italiana dell’Huffpost critica gli attacchi di Meloni e degli altri contro la Svizzera con il titolo sarcastico: “Dichiariamo guerra alla Svizzera!” E domenica il noto giornalista Gian Antonio Stella (quello de "La casta") ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo intitolato "L'aglio, i coltelli e la ‘caccia all'italiano’: perché non ci fidiamo della giustizia svizzera", nel quale afferma che «nei tribunali elvetici da 150 anni gli italiani sono trattati sulla base di luoghi comuni smentiti dai fatti».
Perché gli italiani sì, e i francesi no? - Sei delle 40 vittime sono cittadini italiani, altri undici connazionali sono rimasti feriti. Tuttavia, anche la Francia conta molte vittime, ma si astiene dalle critiche. Cosa si cela dietro la rabbia italiana? Lo storico svizzero Sacha Zala, intervistato da 20 Minuten, afferma di non essere sorpreso dall’indignazione italiana.
Qual è il motivo di tanta rabbia? - Zala lo giustifica con le differenze culturali. È cresciuto parlando italiano, ma anche per lui la cultura italiana a volte appare estranea. «Per noi le critiche di Meloni sembrano fuori luogo. Ma il modo di gestire le tragedie in Italia è molto più emotivo».
Questo è fortemente influenzato anche dall'influenza culturale del cattolicesimo: «Un funerale nella Zurigo riformata, agli occhi di un italiano appare freddo: le lacrime restano silenziose e private. A Catania invece si viene subito considerati freddi e insensibili se non si piange e si singhiozza ad alta voce».
La Svizzera vista dall'Italia - In Italia, la Svizzera gode spesso di un’immagine troppo positiva. Rappresenta pulizia, sicurezza e ricchezza. «Questa rabbia non è un riflesso anti-svizzero. Ma molti italiani sono delusi che proprio in Svizzera sia potuta accadere una simile catastrofe».
Esistono eventi simili? - Zala ricorda la catastrofe di Mattmark. 61 anni fa, in un cantiere del Vallese, morirono 88 persone per il distacco di un ghiacciaio, tra cui 55 italiani. «Anche allora ci furono reazioni indignate simili dalla politica e una massiccia copertura negativa da parte dei media italiani». È uno degli episodi citati da Stella nel suo articolo.
«Cassis ha trovato le parole giuste» - Zala elogia il ministro degli Esteri Ignazio Cassis. «Ha trovato le parole giuste, quando ha detto: piangiamo anche noi. È stato saggio e opportuno. Ritengo che a livello diplomatico entrambe le parti si stiano impegnando per una buona collaborazione».




