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Settore alberghiero, i sindacati chiedono salari più alti e migliori condizioni di lavoro

L'obiettivo principale? Uscire finalmente dal pantano dei bassi salari che caratterizza il settore.
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Fonte ats
Settore alberghiero, i sindacati chiedono salari più alti e migliori condizioni di lavoro
L'obiettivo principale? Uscire finalmente dal pantano dei bassi salari che caratterizza il settore.

BERNA - In vista del rinnovo del contratto collettivo di lavoro che risale al 2017, il settore alberghiero e della ristorazione auspica salari più elevati, misure contro le molestie e miglioramenti delle condizioni di lavoro per un miglior equilibrio fra vita privata e professione.

Il Contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL), che regola gli stipendi di oltre 250 mila dipendenti del settore della ristorazione, dell'industria alberghiera e della consegna di pasti, sarà negoziato questo mese.

In questo contesto, Hotel & Gastro Union e i sindacati Unia e Syna hanno presentato oggi le rispettive richieste. L'obiettivo principale? Uscire finalmente dal pantano dei bassi salari che caratterizza il settore. Il salario minimo più basso è di circa 3'700 franchi. Il salario mediano dei dipendenti senza funzioni dirigenziali ammonta a 4'335 franchi.

Concretamente, le organizzazioni dei lavoratori chiedono una compensazione automatica del rincaro sui salari minimi e un aumento reale dei salari effettivi. «L'obiettivo è che i dipendenti in possesso di un attestato federale di capacità (AFC) o di un diploma equivalente guadagnino almeno 5'000 franchi», sottolinea Véronique Polito, vicepresidente del sindacato Unia.

Hotel & Gastro Union e i sindacati chiedono inoltre che i datori di lavoro partecipino maggiormente alla formazione continua. Il contratto collettivo consente già di finanziare un'ampia gamma di offerte, ma attualmente i dipendenti contribuiscono al 90% al finanziamento di tali costi.

Le associazioni domandano inoltre una riduzione dell'orario di lavoro settimanale che, a seconda del tipo di struttura, è attualmente di 42, 43,5 o 45 ore. Una migliore pianificazione dei giorni di ferie, l'estensione del congedo maternità o una maggiore flessibilità per il ritorno al lavoro consentirebbero di conciliare meglio vita professionale e privata. Sono richieste anche misure di protezione contro le molestie sessuali.

Le parti sociali hanno raggiunto un accordo sui salari minimi per gli anni 2026 e 2027. Intendono negoziare fino alla fine del 2026. L'obiettivo è che il nuovo CCNL possa entrare in vigore il 1° gennaio 2028.

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