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SVIZZERALa pandemia è finita, ma i prezzi non sono calati: voli e hotel alle stelle

21.05.24 - 13:15
Il conto è sempre più salato per chi viaggia.
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La pandemia è finita, ma i prezzi non sono calati: voli e hotel alle stelle
Il conto è sempre più salato per chi viaggia.

ZURIGO - Chi ama viaggiare se ne era già reso conto da tempo: prendere un aereo, visitare un museo, andare alla scoperta di una nuova città costa molto di più rispetto a prima della pandemia. Un andamento che è stato confermato martedì dall’indice dei prezzi del tempo di libero di Comparis che, per la prima volta, ha messo nero su bianco il rincaro registrato nei segmenti cultura, alberghiero, ristorazione e viaggi in Svizzera. Pubblicato in collaborazione con il Centro di ricerca congiunturale (Kof), mostra come lo scorso aprile i prezzi dei settori esaminati siano rincarati dell’1,2% su base annua e al confronto quinquennale del 7,8%. A farne le spese, stando alle valutazioni di Comparis e del Kof, è la fascia di reddito più bassa, nonché i pensionati che vivono da soli.

Costi dei voli e degli hotel alle stelle - «Negli anni i costi del tempo libero sono cresciuti più rapidamente dei prezzi al consumo in generale, in particolare le tariffe di volo», afferma Adi Kolecic, esperto Comparis in mobilità, nel comunicato diffuso. Significativamente più salate sono infatti le tariffe aeree, salite dal 2019 a oggi ben del 33,3%. «Il traffico passeggeri - continua - è rimasto all'incirca lo stesso rispetto al periodo pre-Covid. Tuttavia, a causa della mancanza di personale, l’offerta non riesce a stare al passo con la domanda. Inoltre, i problemi di approvvigionamento continuano a causare ritardi nella produzione di nuovi aerei», aggiunge.
E mentre nell’ultimo anno, i prezzi dei voli sembrano aver leggermente mollato la presa, scesi dell’1,8%, dormire in hotel costa l’1,9% in più.

Tempo libero, tuttavia, non significa solo viaggi e hotel - Nell’Indice dei prezzi del tempo libero, Comparis e il Kof includono anche i servizi legati a radio e tv, come gli abbonamenti alle piattaforme streaming, il cui costo è complessivamente schizzato in alto dell’11,6% su base annua. «I recenti rincari introdotti dai servizi di streaming come Netflix o Spotify pesano sempre di più sul budget per il tempo libero», afferma Kolecic.
Su anche i prezzi dei corsi per il tempo libero, in crescita del 7,9% rispetto al 2023 e ben del 13,2% rispetto al 2019. Costa significativamente di più anche l’acquisto singolo di giornali e riviste (+3,4% e +14,2%), nonché con abbonamento (+2,7% e +12%) e curare i propri amici a quattro zampe (+2,7% e 12,3%).

In tutto questo rincaro, c’è anche qualcosa che scende - Stando ai calcoli di Comparis, rispetto al periodo pre pandemia sono diminuiti i prezzi dei settori dell’elettronica e dell’auto a noleggio. Televisori e apparecchi audio-video segnano una flessione del 17,9% rispetto a cinque anni fa e del 2,1% rispetto ad aprile 2023; i personal computer addirittura del 21,9% rispetto al 2019 e del 7,6% su base annua. Si paga di meno anche per i servizi di trasporto individuale, come le auto a noleggio, giù del 6% su base annua e del 7,6% rispetto al 2019.

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COMMENTI
 

Voilà 1 mese fa su tio
Eppure le compagnie aeree hanno notato un aumento di richiesta in business class anche dai turisti, tanto da modificare i velivoli

polonord 1 mese fa su tio
Finalmente, almeno la gente impara a stare a casa!

Fafner 1 mese fa su tio
In Svizzera ci va ancora bene. In Francia dove vado sempre a sciare in marzo son 2 anni che l'hotel aumenta del 7% il prezzo della stessa camera.

Panoramix il Druido 1 mese fa su tio
Viaggio spesso, soprattutto per diletto, e devo dire che se da un lato effettivamente i prezzi dei voli sono decollati, d'altro canto gli hotel (soprattutto di fascia medio-alta) sono rimasti relativamente stabili. Quello che ho potuto notare è l'aumento dei prezzi di beni e servizi di fascia medio-bassa, mentre gli aumenti in fascia alta sono rimasti (percentualmente) molto contenuti.

yvan 1 mese fa su tio
Continuano a perpetrarci scuse assurde per giustificare gli aumenti senza senso ma la colpa in realtà è nostra. Avremmo la possibilità di farci "sentire" ma la paura di perdere quel poco che ci lasciano ci blocca. Bisogna entrare nell'ottica che i prezzi li fa il mercato quindi basterebbe evitare le trappole ci stanno mettendo in croce.

Webster 1 mese fa su tio
Con tutte le scuse come cambiamento climatico, guerra in Ucrania, guerra in medio oriente ecc. tutto diventa più caro e i ricchi diventano sempre più ricchi e gli altri sempre più poveri. Le aziende, banche, assicurazioni e perfino gli Stati guadagnano sempre di più e noi semplici cittadini siamo impotenti, ci rimangono solo le lacrime per piangere. La rovina del mondo sono i politici, poche persone che decidono per tutti!

bradipo 1 mese fa su tio
Risposta a Webster
Concordo, ma aggiungerei: che in particolare noi svizzeri siamo sempre in prima fila a a sgravarli fiscalmente sottraendo capitali non indifferenti che sarebbero utili alla plebe.
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