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SVIZZERADisinformazione e incitamento all'odio diffusi grazie a Internet

07.12.23 - 10:47
Presi di mira le opinioni politiche o sociali, seguite dalle origini razziali o etniche e dalle questioni relative alla religione
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Fonte ATS
Disinformazione e incitamento all'odio diffusi grazie a Internet
Presi di mira le opinioni politiche o sociali, seguite dalle origini razziali o etniche e dalle questioni relative alla religione

BERNA - Oltre mezzo milione di persone in Svizzera non ha le competenze necessarie per identificare le fake news su Internet, secondo l'Ufficio federale di statistica (UST). Oltre il 60% dei giovani tra i 15 e i 29 anni si è imbattuto in forme di incitamento all'odio sul web.

Più della metà della popolazione (51%) ha dichiarato di aver visto informazioni o contenuti falsi o sospetti su siti di notizie o sui social. La percentuale è aumentata di 6 punti rispetto al 2021. La generalizzazione dell'utilizzo di Internet - precisa un comunicato - espone alla disinformazione un numero più alto di persone e lo fa anche con maggiore frequenza. È probabile inoltre che in rete vengano pubblicati e condivisi più contenuti falsi o sospetti rispetto a prima. Secondo l'UST gli utenti di internet hanno anche sviluppato una maggiore consapevolezza in merito alle possibile fake news, visto che il tema è stato ampiamente trattato dai media.

Il comportamento nei confronti della disinformazione invece non è cambiato dal 2021. Solo la metà degli utenti di Internet che hanno individuato tali contenuti ha dichiarato di averne verificato la veridicità o le fonti. Il 41% non l'ha fatto, ritenendo di sapere già che le informazioni erano false, e il 17% (oltre 600'000 persone su scala nazionale) ha dichiarato di non averlo fatto per mancanza di competenze o conoscenze.

Messaggi di odio

Più di un terzo degli intervistati dichiara di aver visto su Internet messaggi ostili o degradanti nei confronti di gruppi o di individui. Fra gli utenti dei social la percentuale raggiunge il 47%. Risultano inoltre particolarmente esposti i giovani: il 60% degli utenti dai 15 ai 29 anni si è imbattuto in messaggi di odio, contro il 30% degli over 50.

Questo genere di messaggi prende di mira in primo luogo le opinioni politiche o sociali, seguite dalle origini razziali o etniche e dalle questioni relative alla religione. Vengono poi l'orientamento sessuale, il genere e la disabilità.

Ogni due anni, l'UST effettua un sondaggio sull'utilizzo di Internet da parte di persone di età compresa tra 15 e 88 anni in 3'000 nuclei famigliari. L'inchiesta 2023 si è svolta fra aprile e luglio.

COMMENTI
 

Dex 2 mesi fa su tio
Disinformazione giornalistica grazie a internet. Questo sarebbe il titolo giusto. Chi nega è complice

Ciulindo.47 2 mesi fa su tio
L'incitamento all'odio sui social è il riflesso dei soggetti più labili infatuati dai loro leader politici.
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