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La Svizzera è entrata in crisi?

Si riducono i posti di lavoro e le esportazioni diminuiscono (a causa della spirale recessiva globale).
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La Svizzera è entrata in crisi?
Si riducono i posti di lavoro e le esportazioni diminuiscono (a causa della spirale recessiva globale).
BERNA - La prima brutta notizia della giornata di ieri è arrivata attorno alle 6:30. Il gruppo Rieter, con sede a Winterthur, ha annunciato l’intenzione di ridurre l’organico amministrativo di circa 300 unità. Non solo: l&rs...

BERNA - La prima brutta notizia della giornata di ieri è arrivata attorno alle 6:30. Il gruppo Rieter, con sede a Winterthur, ha annunciato l’intenzione di ridurre l’organico amministrativo di circa 300 unità. Non solo: l’azienda, specializzata nella costruzione di macchinari tessili, ha aggiunto che non si può escludere un ulteriore taglio di circa 400-600 dipendenti. Il motivo? Il calo del volume di affari nel settore.
Le nuove commesse della realtà svizzera (che ha le maggiori fabbriche in India, Cina e Germania) sono diminuite del 63% e il valore delle azioni, complice l’aumento dei costi del materiale e dell’energia, sono scese del 62%.

La seconda brutta notizia è arrivata alle 7 del mattino. L’azienda turgoviese Arbonia ha annunciato la chiusura di uno stabilimento in Belgio e il licenziamento di circa 600 persone entro giugno 2024. La sforbiciata avverrà principalmente negli stabilimenti tedeschi e belgi.
L’impresa, specializzata nel settore del riscaldamento, del raffreddamento e della ventilazione, giustifica la riduzione dell’organico con una diminuzione nei suoi principali mercati: la Germania, i Paesi Bassi e l’Europa orientale. Inoltre, nel primo semestre il fatturato è sceso del 10%.

La terza brutta notizia è arrivata alle 8 del mattino. Secondo l'Ufficio federale delle dogane e della sicurezza dei confini, il commercio estero svizzero si è indebolito nel secondo trimestre. Le esportazioni, fondamentali per l’industria elvetica, sono calate del 2,8% rispetto al trimestre precedente. Tutte le categorie di prodotti sono state colpite dalla diminuzione, a eccezione degli orologi, dei gioielli e degli articoli di gioielleria. Le esportazioni di plastica, veicoli, carta e prodotti grafici hanno subito il calo più forte. Ma la riduzione è stata significativa nei due settori di esportazione più importanti: l'industria farmaceutica e chimica, nonché l'industria delle macchine e dell'elettronica.

Come fa notare il Tages Anzeiger, La riduzione delle esportazioni svizzere riguarda tutte le regioni del mondo, dall'Asia all'Europa e all'America. Ciò dimostra quanto sia globale l'attuale recessione.
In particolare la Cina, locomotiva dell'economia mondiale, sta perdendo slancio. Inoltre, per l'economia rosso crociata è particolarmente preoccupante che il mercato più importante, la Germania, sia in recessione. I profitti delle aziende, in generale, si stanno riducendo. Il rischio elevato è che, dopo Rieter e Arbonia, altre aziende ricorrano a licenziamenti di massa.

Secondo Jean-Philippe Kohl, vicedirettore e responsabile della politica economica di Swissmem, «le commesse per molte aziende del settore delle macchine, elettronica e metallurgia stanno diminuendo da mesi». Non si intravede ancora una luce alla fine del tunnel. «Con la guerra in Ucraina, i conflitti tra Stati Uniti e Cina e l'incertezza riguardo alla situazione energetica di questo inverno, ci sono ancora troppi punti interrogativi».

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