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SVIZZERAPrima confiscati e poi restituiti: due reperti archeologici tornano al Messico

23.11.22 - 17:46
Una delle due sculture appartiene allo stile precolombiano del periodo preclassico fra il 100 e il 250 d.c.
Foto Deposit
Fonte ATS
Prima confiscati e poi restituiti: due reperti archeologici tornano al Messico
Una delle due sculture appartiene allo stile precolombiano del periodo preclassico fra il 100 e il 250 d.c.

BERNA - L'Ufficio federale della cultura (UFC) ha restituito oggi due statuine al Messico. La restituzione di questi beni culturali archeologici, confiscati nell'ambito di un procedimento penale cantonale, si è svolta nei locali dell'UFC a Berna.

Una delle due sculture rappresenta un canide femmina in gestazione e appartiene allo stile precolombiano del periodo preclassico. Si stima che risalga a un periodo fra il 100 a.C. e il 250 d.C., ha indicato a Keystone-ATS Anne Weibel, portavoce dell'UFC, aggiungendo che questo tipo di oggetto veniva solitamente trovato come offerta nelle tombe scavate nel terreno.

La seconda scultura è un «incensiere in terra cotta che rappresenta probabilmente una divinità seduta». La creazione di questa effige di stile precolombiano postclassico è stimata fra il 1200 e il 1521. Un tipo di oggetto associato a contesti di offerta rituale.

Le due statuine, provenienti dal Canada, sono state confiscate lo scorso anno dal Ministero pubblico di Basilea Città per falsa dichiarazione e sospetto d'importazione di beni culturali escavato illecitamente. Una procedura questa seguita a un controllo delle autorità doganali di Basilea-Mulhouse nel luglio 2019.

In seguito alla confisca, gli artefatti sono stati affidati all'UFC per la restituzione. Quest'ultimo effettua dalle quattro alle cinque restituzioni all'anno, precisa Weibel.

La restituzione di beni culturali s'iscrive nel quadro della legge federale sul trasferimento internazionale dei beni culturali che mette in opera la Convenzione UNESCO del 1970 concernente le misure da adottare per interdire e impedire l'illecita importazione, esportazione e trasferimento di proprietà dei beni culturali, precisa l'UFC sul suo sito.

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