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BERNA«Oggi niente pane, manca il personale»

04.10.22 - 23:43
Una panetteria bernese lancia l'allarme, ma il problema è più esteso di quanto si pensi. Ecco come mai.
Depositphotos (IgorVetushko)
«Oggi niente pane, manca il personale»
Una panetteria bernese lancia l'allarme, ma il problema è più esteso di quanto si pensi. Ecco come mai.

BIENNE - Niente pane fresco di forno il mercoledì a Nidau (BE). Già perché, la storica panetteria Schloss-Beck del comune di seimila anime del Seeland bernese quel giorno della settimana chiude «per motivi di personale». Stando a quanto scritto dal Quotidien Jurassien, infatti, l'azienda a conduzione famigliare si trova alle strette dopo una serie importante di partenze e alcune assenze per malattia.

«Chi è restato al momento si trova sovraccarico di lavoro», ha raccontato il proprietario ai microfoni della rete locale Canal 3, «al momento siamo tirati al limite per quanto riguarda il personale, per questo motivo abbiamo deciso di concedere ai nostri dipendenti un giorno di riposo, che cadrà il mercoledì di ogni settimana». La speranza è che questo giorno libero aggiuntivo possa permettere di recuperare le energie profuse: «Ci dispiace per i clienti ma speriamo di poter rimediare al più presto, non appena arriveranno dei rinforzi».

Rinforzi che però, al momento, non si palesano: «Se mettiamo annunci si presentano solo “profani”, gente che ha la passione della pasticceria ma nessuna vera formazione». Una carenza di personale condiviso da altre aziende del settore, che si estende al di là del contesto giurassiano, e che diventa più complessa giorno dopo giorno. Il motivo?

Orari da vero "prestino" e la necessità di lavorare anche la domenica, nel mondo post-Covid sembrano essere troppo gravosi, tanto per i giovani (gli apprendisti si contano sulle dita di una mano), quanto per i lavoratori con esperienza.

Una preoccupazione riassunta bene da Jean-François Leuenberger dell'Associazione Panettieri-Confettieri svizzeri (Sbc) - e proprietario di una panetteria a Courtelary (BE) - interpellato da TeleBielingue, «A rendermi inquieto è il fatto che si tratta di una carenza cronica, a qualsiasi incontro tu vada è sempre la stessa storia: non c'è personale, non ci sono apprendisti. Ci sono aziende che hanno dovuto chiudere i battenti, anche aziende grandi. Ogni tanto viene da chiedersi: ma dove sono finiti tutti?».

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