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BasileaStanze dei domestici senza finestre, bufera sugli architetti svizzeri Herzog e Meuron

27.07.22 - 15:31
I due professionisti sotto il fuoco incrociato delle polemiche per le stanze 2x2 e senza aperture di luce
Foto 20Minuten
Stanze dei domestici senza finestre, bufera sugli architetti svizzeri Herzog e Meuron
I due professionisti sotto il fuoco incrociato delle polemiche per le stanze 2x2 e senza aperture di luce

BASILEA - Terrazze di Beirut: è lo sky-line della capitale libanese - una torre residenziale di 130 appartamenti che si eleva per 119 metri - ma anche la costruzione che ha fatto finire al centro di un vespaio di polemiche i famosi architetti svizzeri Jacques Herzog e Pierre de Meuron, rei di avere progettato le stanze riservate ai domestici senza finestre.

Si è scomodata anche Amnesty International, rispolverando le denunce contenute nel tomo "La loro casa è la mia prigione" dove si faceva luce sullo sfruttamento sommerso di cui molto spesso sono vittime molti lavoratori e molte lavoratrici. I dati della Ong sventolati parlano di una presenza in Libano «di oltre 250.000 persone con un background migratorio di origine africano-asiatico che vivono in famiglie private». Le persone a servizio - denuncia l'organizzazione - sono generalmente disponibili per i loro datori di lavoro 24 ore su 24 e non possono cambiare lavoro o dimettersi senza il loro consenso».

Ma cosa c'entrano i progetti dei due architetti con lo sfruttamento del lavoro è presto detto. Nella fattispecie infatti - secondo i più aspri detrattori dei due architetti elvetici - progettando le «stanze della servitù» senza aperture di luce i due famosi professionisti si sarebbero prestati «a sostenere un sistema di sfruttamento». Alcune associazioni che operano nel campo della tutela dei diritti dei lavoratori rivelano che «le cosiddette cameriere a volte vengono trattate come schiave».

Nel lussuoso grattacielo di Beirut vivono persone facoltose, molte delle quali hanno alle proprie dipendenze maggiordomi e personale di servizio: ai domestici sono riservate delle "Camere di servizio" annesse alla cucina e alla lavanderia la cui ampiezza non raggiunge i quattro metri quadrati. In questi "ripostigli" senza finestre i domestici dovrebbero dormire.

«Il fatto che queste camere siano annesse alla cucina e alla lavanderia fa ben capire quale sia il senso e cioè che il personale rimanga invisibile. Le cameriere sono a disposizione dei datori di lavoro giorno e notte» afferma un architetto svizzero su twitter. 

Nelle dichiarazioni di protesta i due architetti vengono accusati di «essere complici del sistema Kafala», con cui si definisce un rapporto di lavoro privo di tutele. «Il datore di lavoro - denunciano le organizzazioni - organizza le formalità di ingresso e di solito confisca il passaporto del lavoratore straniero per questo scopo. Da questo momento in poi, il lavoratore subordinato si trova spesso in un rapporto di dipendenza "schiavo, abusivo" senza alcuna tutela della sicurezza e della salute sul lavoro»

Ma come rispondono i famosi architetti di Basilea alla pioggia di critiche e accuse finite sulle loro "Maid rooms"?  «Per il progetto Beirut Terraces - spiegano - abbiamo pianificato e consigliato diversi concept al cliente. Ciò che si è realizzato qui, però, è stato l'espresso desiderio del cliente ed è stato eseguito su sue indicazioni».



 

 

 

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