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GINEVRACandidato per i Verdi? Tra i requisiti: non mangiare carne

25.05.22 - 09:31
«Non possiamo dire agli elettori di moderare i consumi dei derivati animali, se i nostri rappresentanti ne sono ingordi»
Depositphotos (photographee.eu)
Candidato per i Verdi? Tra i requisiti: non mangiare carne
«Non possiamo dire agli elettori di moderare i consumi dei derivati animali, se i nostri rappresentanti ne sono ingordi»

GINEVRA - Prima votano, poi si lamentano. I Verdi ginevrini si sono riuniti per mettere ai voti il loro consumo di carne, stabilendo che, a partire dal 2023, i loro candidati in Gran Consiglio e Consiglio Nazionale dovranno, come minimo, adottare un regime vegetariano nelle occasioni ufficiali.

Dimezzare il consumo di carne può permettere di abbassare la propria impronta ecologica anche del 30%. Eliminare completamente dalla dieta i derivati animali può ridurre l'uso di territori agricoli a livello globale del 75%. Secondo un rapporto dell'Organizzazione mondiale per la sanità, la salute del consumatore che si approccia a un regime plant based non verrebbe messa in pericolo, in quanto «pasti a base vegetale sani e ben bilanciati possono fornire livelli adeguati di micronutrienti».

Ecco quindi che lo scorso sabato i Verdi di Ginevra hanno messo ai voti la questione carne. Il concetto: «Se sono eletto/a in Gran Consiglio, mi impegno ad adottare un regime come minimo vegetariano in occasione di plenum, riunioni, pranzi e cene di lavoro, occasioni ufficiali o di qualsiasi altro evento a cui partecipo in qualità di deputato/a Verde». Lo stesso vale per i candidati in Consiglio Nazionale.

La risoluzione è passata con 53 voti a favore, 45 contrari e 16 astenuti. Secondo il responsabile del gruppo di lavoro all'origine della proposta Mark Bjertnes, «per convincere, bisogna essere credibili, e per esserlo, bisogna mostrare l'esempio. Non possiamo chiedere alle persone di mangiare meno carne, se i nostri rappresentanti ne sono ingordi». Ma i malumori all'interno del partito non sono tardati.

Il deputato in Gran Consiglio Christian Bavarel si è detto «estremamente scioccato. Ci dicono cosa dobbiamo mangiare e cosa no. È intrusivo». Vede questa risoluzione come «una dichiarazione di guerra ai produttori locali». Visto che la soluzione, pur essendo stata votata democraticamente, è motivo di scontro, se ne discuterà nuovamente durante la sessione del prossimo 11 giugno.

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