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SVIZZERAVia l'obbligo, ma non tutti rientrano in ufficio

03.02.22 - 21:01
Il telelavoro non è più obbligatorio. Ma molte aziende svizzere sembrano intenzionate a mantenerlo
tipress
Via l'obbligo, ma non tutti rientrano in ufficio
Il telelavoro non è più obbligatorio. Ma molte aziende svizzere sembrano intenzionate a mantenerlo
Migros, Coop, Swisscom. Ma anche Roche, Novartis e le principali compagnie assicurative manterranno un «buon mix» tra lavoro da casa e in presenza in futuro

BERNA - Niente obbligo, ma resta la raccomandazione. Dopo la decisione sul telelavoro comunicata ieri dal Consiglio federale, oggi inizia la Svizzera rientra in ufficio. Rientro lento: perché molte aziende hanno deciso di concedere ancora qualche giorno o settimana "cuscinetto" ai dipendenti. E in diversi casi, di mantenere l'home-office parziale a tempo più o meno indeterminato. La revoca dell'obbligo è stata salutata con favore dall'organizzazione mantello delle imprese Economiesuisse, ma anche dai sindacati di Travailsuisse, che sottolineano «l'importanza di una protezione rigorosa per i dipendenti a rischio». 

Una raccomandazione è una raccomandazione. Non sono previste sanzioni né incentivi. Ma diverse aziende svizzere l'hanno presa alla lettera. Per gli impiegati di Migros con lavori d'ufficio, ad esempio, non cambierà niente nell'immediato: continueranno a lavorare da casa prossimamente, mentre i dipendenti dei supermercati non hanno usufruito finora del telelavoro.

Anche gli impiegati amministrativi di Coop continueranno a lavorare a casa per metà del tempo a partire da settimana prossima. I dipendenti possono concordare con i superiori in quali giorni della settimana e in che misura vorrebbero lavorare da casa, ha spiegato un portavoce a 20 Minuten. 

La Posta sta ancora valutando, e così anche Swisscom. I dipendenti dell'azienda di telecomunicazioni dovrebbero tuttavia poter lavorare da casa per un massimo di tre o quattro giorni in futuro, dove possibile. La direzione si aspetta un ritorno solo parziale del personale negli uffici. 

Novartis si spinge oltre e lascia libera scelta ai dipendenti. «Siamo lieti tuttavia che i dipendenti che non gradiscono l'home office abbiano l'opportunità di tornare in ufficio» commenta un portavoce. Anche la concorrente Roche non sta a guardare, e sembra intenzionata a seguire la raccomandazione. L'assicurazione malattia Swica si sta organizzando per mantenere l'home-office in modo stabile nei propri processi lavorativi. «I dipendenti hanno dimostrato che il telelavoro funziona e hanno da tempo superato le insidie della tecnologia» commenta un portavoce a 20 Minuten. Il rovescio della medaglia sono le difficoltà nell'inserimento di nuovi assunti, e la mancanza di contatti personali. 

Un «sano mix tra lavoro in ufficio e da casa» è la soluzione che sembra prendere piede in diverse aziende del terziario. Helsana ad esempio intende «aumentare il lavoro in presenza in modo graduale» per proteggere i collaboratori, mantenendo «la possibilità di lavorare da casa il più spesso possibile laddove ciò ha un senso operativo» afferma un portavoce. In futuro «l'ideale sarà avere una combinazione di lavoro in presenza e da remoto».  

Gli impiegati di Groupe Mutuel apprezzavano il lavoro da casa anche prima della pandemia, spiega un portavoce della compagnia di assicurazioni. «Per questo motivo potranno continuare a farlo anche in futuro, per due giorni alla settimana. Il rientro in ufficio tuttavia è un fattore importante per il funzionamento della società». 

Presso l'assicurazione Concordia tutti i dipendenti torneranno in ufficio per un giorno alla settimana, tranne quelli a rischio, fino a metà febbraio. Se la situazione pandemica dovesse evolversi positivamente, dal 21 febbraio si tornerà a un «normale mix di home office e ufficio». Situazione simile alla Mobiliare, dove i dipendenti concorderanno con i superiori la loro presenza in ufficio nei prossimi mesi. 

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