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BERNAIn pensione dopo i 65 anni alla fine del decennio

29.06.21 - 12:15
È la previsione del presidente dell'Unione svizzera degli imprenditori.
tipress
Fonte ats
In pensione dopo i 65 anni alla fine del decennio
È la previsione del presidente dell'Unione svizzera degli imprenditori.
Per l'associazione, una ristrutturazione «sostenibile» del sistema pensionistico è urgente. E l'aumento dell'età pensionabile sarebbe «imprescindibile»

BERNA - Una volta completata l'attuale "mini-riforma" dell'AVS, verso la fine di questo decennio un aumento dell'età pensionabile oltre i 65 anni è «imprescindibile».

Lo ha affermato il presidente dell'Unione svizzera degli imprenditori (USI) Valentin Vogt alla giornata annuale dell'USI.

Per l'associazione, una ristrutturazione «sostenibile» del sistema pensionistico è urgente. L'iniziativa popolare che chiede una tredicesima AVS è invece definita controproducente. Un tale aumento delle prestazioni aggraverebbe infatti ulteriormente il deficit di finanziamento invece di salvaguardare le pensioni esistenti. Per il secondo pilastro, l'USI sostiene il compromesso elaborato con le parti sociali.

«All'inizio della fine della crisi» - Durante la giornata odierna, alla quale ha partecipato anche la consigliera federale Karin Keller-Sutter, si è parlato molto anche di coronavirus. Vogt, citato in una nota, ha detto di essere fiducioso e che «siamo all'inizio della fine della crisi». Ora inizia il lavoro di ricostruzione dell'economia. Per riuscirci le riforme non devono essere ulteriormente ritardate, ha sostenuto.

Un occhio di riguardo va dato anche alla politica europea. Vogt ha chiesto a Keller-Sutter di evitare a tutti i costi l'escalation con l'UE. Nel suo discorso, la ministra di giustizia e polizia ha risposto che il nuovo denominatore comune nelle relazioni con l'UE deve essere trovato dal basso. Va conquistata la fiducia della popolazione. Per farlo la consigliera federale conta anche sui datori di lavoro.

COMMENTI
 
vulpus 1 anno fa su tio
Il problema dei giovani che non trovano il posto di lavoro non sarà sicuramente influenzato dall'aumento dell'età pensionabile. Ma solo dalla volontà dei nostri imprenditori di voler continuare a preferire mano d'opera frontaliera a basso costo ( anche se i contratti esistono) In un altro articolo si parla di problemi di salute mentale : ma quante persone che vanno in pensione perchè raggiunta l'età fatidica e poi scoppiano mentalmente e li vedi che spostano da un bar all'altro con lo sguardo perso e senza nessuna iniziativa? Sicuramente ci sono professioni che fisicamente possano pretendere un pensionamento anticipato, ma ci sono delle risorse importantissime che vanno perse , impedendo un pensionamento flessibile da parte dell'impiegato o dell'operaio.
F/A-19 1 anno fa su tio
Caro Vulpus, bel problema questo. Abbiamo voluto una Svizzera cara e rispettosa di tutto? Ora siamo fuori mercato, qualsiasi persona capace viene da noi e lavora perché molto più temprata dei nostri, la sera se ne torna al di là del confine dove la vita costa la metà ed a noi ci rimangono le briciole. Esempio? Faccio il falegname, vengo, raccolgo le ordinazioni, firmo contratti, torno di là della ramina, produco e poi consegno, ai falegnami nostrani rimane poco se non l’acconto tardi e sopravvivere o sperare nel cliente che è disposto ad un sovrapprezzo per l’impiego di artigiani indigeni. Dopo che non rimane niente non è proprio così vero, i capitali mafiosi e non dichiarati come pure proventi non sudati che fanno girandole tra società fantomatiche per poi approdare nelle nostre banche ce ne sono sempre, questa è la nostra ricchezza.
vulpus 1 anno fa su tio
Si ci sono delle realtà in quanto scrivi: lo sperare nel cliente nostrano dovrebbe non essere la quotidianità. Il cliente nostrano se vuole effettivamente dare un sostegno al suo paese deve rifornirsi in loco. Purtroppo ci sono troppe scappatoie e controlli quasi inesistenti. Vanno di là a comandare e poi si sbracciano quando di quà si licenzia.
volabas56 1 anno fa su tio
Poi per i tutti i giovani che escono da un apprendistato e con voglia di mettersi in gioco, ecco che si spalancano subito le porte della disoccupazione. Invece , per chi dovrebbe poter godersi la pensione ( che secondo me è gia' troppo lavorare fino a 65 anni, tenendo conto che la vita è breve assai e non tutti dopo una certa eta' hanno la fortuna di essere in salute) ecco una mazzata sugli zebedei. A Valentin Vogt e tutti quelli come te che non hanno mai picchiato un chiodo, mi sento di dire andate a c....e.
Tato50 1 anno fa su tio
Ecchisenefrega; sono stato troppo altruista nella vita e non sempre è stato pagante !! Quindi non mi riguarda ;-))
francox 1 anno fa su tio
Giusto, i soldi ai manager, non a chi si spacca la schiena tutta la vita. Opp Schwiitz!
Blobloblo 1 anno fa su tio
Facciamo direttamente 100 anni e non ne parliamo più! Che livelli, uno dei paesi con più ricchezza al mondo, dovremmo andare in pensione a 50 anni...poi non c’è lavoro per i giovani!!!
Marta 1 anno fa su tio
:-)) concordo!
pillola rossa 1 anno fa su tio
Bravo
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