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Dolcificanti amari, Sanaro SA potrebbe chiudere a Vouvry

L'azienda, che ha perso il suo maggior cliente esterno, potrebbe tagliare ottanta posti di lavoro.
Sanaro Sa
Dolcificanti amari, Sanaro SA potrebbe chiudere a Vouvry
L'azienda, che ha perso il suo maggior cliente esterno, potrebbe tagliare ottanta posti di lavoro.
Un portavoce: «La chiusura sembra essere l'unica opzione possibile, ma speriamo di trovare altre soluzioni». Intanto martedì è stata avviata una procedura di consultazione.
SION - L'azienda Sanaro SA, specializzata nella produzione d'integratori alimentari e dolcificanti, sta considerando di chiudere il proprio sito di Vouvry, nello Chablais vallesano: 80 posti di lavoro sono a rischio. Una decisione finale sarà ...

SION - L'azienda Sanaro SA, specializzata nella produzione d'integratori alimentari e dolcificanti, sta considerando di chiudere il proprio sito di Vouvry, nello Chablais vallesano: 80 posti di lavoro sono a rischio. Una decisione finale sarà presa alla fine di giugno dopo il periodo di consultazione.

Sanaro SA ha perso il suo maggiore cliente esterno, con un conseguente massiccio calo del 40% dei volumi delle vendite, ha detto ieri sera una portavoce della società a Keystone-ATS. «Dopo aver analizzato tutti gli scenari, la chiusura sembra essere l'unica opzione possibile, ma il consiglio di amministrazione e gli azionisti sperano di trovare altre soluzioni. Per questo, martedì è stata avviata la procedura di consultazione».

L'azienda, che produce le due marche di dolcificanti Assugrin e Hermestas a Vouvry, sottolinea in un comunicato che «saranno esaminate tutte le proposte». Se la chiusura si confermasse, «tutti i circa 80 dipendenti manterranno il loro lavoro fino alla fine di marzo 2022», assicura Sanaro, promettendo un piano sociale per mitigare le conseguenze.

Specializzata nella produzione d'integratori alimentari e dolcificanti da più di 75 anni, l'azienda si concentra sulla miscelazione, la pressatura di pastigliette e il confezionamento di dolcificanti tradizionali per i distributori. Usa una tecnologia «che difficilmente può essere applicata a nuovi clienti o prodotti alternativi», indica l'azienda.

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