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SVIZZERATrapianto rifiutato? Decisione da rivedere

10.03.21 - 12:00
Il TAF ha rimandato all'ospedale universitario di Zurigo il dossier relativo a un giovane che necessità di nuovi polmoni
Ospedale universitario di Zurigo (immagine illustrativa)
Fonte ATS
Trapianto rifiutato? Decisione da rivedere
Il TAF ha rimandato all'ospedale universitario di Zurigo il dossier relativo a un giovane che necessità di nuovi polmoni

ZURIGO - L'ospedale Universitario di Zurigo (USZ) deve occuparsi nuovamente del caso di un trapianto di polmoni rifiutato a un giovane paziente. Secondo il Tribunale amministrativo federale (TAF) non sono stati presi in considerazione tutti i fattori.

Il paziente, nato nel 2001, ha sempre sofferto di una grave ipertensione polmonare. Nel 2010 è stato sottoposto a un trapianto. Dopo l'intervento e altre complicazioni, ha subito una paralisi delle gambe, ma è rimasto attivo praticando sport per disabili.

Nel maggio 2018 sono apparsi sintomi di un rigetto cronico del nuovo organo. L'USZ ha valutato un nuovo trapianto, ma è stato concluso che i diversi problemi di salute del paziente sarebbero stati un rischio troppo grande da affrontare. Il giovane è stato quindi mandato in una clinica di riabilitazione, per migliorare il suo quadro generale.

In questa clinica si sono registrati notevoli progressi e il ragazzo è riuscito a camminare per 720 metri con un sostegno, quando al suo arrivo non riusciva nemmeno ad alzarsi. Nonostante questo, i medici dell'ospedale zurighese si sono rifiutati di mettere il paziente sulla lista per il nuovo trapianto. La scelta è stata motivata con una deformazione della cassa toracica e l'eccessiva magrezza del ragazzo, considerato sottopeso, oltre che con una debolezza muscolare.

In una sentenza pubblicata oggi dal TAF, i giudici sostengono però che non esistono criteri fissi per l'inserimento o l'esclusione da una lista di trapianti. Secondo la Corte di San Gallo, gli esperti hanno valutato l'intervento come difficile ma fattibile, e la deformazione della cassa toracica non è una controindicazione assoluta.

Oltre a questo, durante la riabilitazione il giovane ha migliorato notevolmente la sua mobilità e il suo stato di salute generale. Un fatto che contraddice le previsioni degli esperti zurighesi, che non si aspettavano miglioramenti rilevanti. Per questo, i giudici hanno deciso che l'USZ deve occuparsi nuovamente del dossier.

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