Keystone
SVIZZERA / STATI UNITI
07.01.2021 - 10:310
Aggiornamento : 14:32

Anche la Svizzera condanna «l'attacco allo stato di diritto»

«La democrazia è una conquista fragile che deve essere protetta e difesa», hanno scritto Aebi e Kuprecht su Twitter

Il presidente della Confederazione Guy Parmelin, anche lui in un tweet, ha manifestato la costernazione del governo elvetico per l'accaduto.

BERNA - La Svizzera ufficiale ha reagito con sgomento e condanna allo scioccante assalto al Campidoglio, sede del Congresso degli Stati Uniti. In un tweet diffuso stamane, il presidente della confederazione Guy Parmelin esprime la costernazione del Consiglio federale per gli eventi che hanno portato alla morte di diverse persone.

Nel tweet, il ministro vodese sottolinea che il Consiglio federale - «profondamente preoccupato per l'accaduto» - ha tuttavia fiducia nella forza delle istituzioni americane e confida nella possibilità di un pacifico trasferimento del mandato presidenziale in conformità con la Costituzione statunitense.

«La democrazia americana è preziosa per quella del nostro Paese perché condividiamo gli stessi valori», conclude Parmelin nel suo breve messaggio.

Valori da difendere -In un messaggio personale pubblicato su Twitter, anche il ministro degli esteri Ignazio Cassis condanna l'assalto alla sede del Congresso americano delle scorse ore a Washington. Il ticinese sottolinea come libertà, democrazia e coesione nazionale siano beni di valore: bisogna averne estrema cura.

«Condanno qualsiasi attacco a questi valori», scrive Cassis, precisando che la Svizzera confida nel fatto che le istituzioni americane sappiano difendere la democrazia del paese. La conferma della vittoria elettorale di Joe Biden ne è la chiara espressione.

Attacco allo stato di diritto - In precedenza, sempre tramite cinguettio, anche i presidenti delle due Camere federali, Andreas Aebi (UDC/BE) del Consiglio nazionale e Alex Kuprecht (UDC/SZ) degli Stati, hanno condannato gli eventi delle ultime ore negli USA, definendoli un vero e proprio attacco allo Stato di diritto.

La democrazia è una conquista fragile che deve essere protetta e difesa, hanno sottolineato Aebi e Kuprecht. Le decisioni adottate democraticamente devono essere accettate.

Aebi, interpellato dall'agenzia di stampa Keystone-ATS, ha confidato che le immagini di Capitol Hill rimbalzate sui media gli hanno provocato una "sensazione di gelo alla schiena" e gli hanno ricordato la sua prima visita al Campidoglio nel 1977, all'età di 19 anni, quando con le gambe tremanti era rimasto di fronte all'edificio protetto da un impressionante dispositivo di sicurezza.

E la sicurezza di Palazzo federale? - Naturalmente in questi casi viene da chiedersi se anche in Svizzera possa verificarsi un assalto all'edificio che ospita il Parlamento: «Le disposizioni di sicurezza di Palazzo federale vengono costantemente adattate agli eventi in corso. Questo è tutto quello che posso dire», ha concluso Aebi.

Per Christa Markwalder, presidente dell'associazione parlamentare Svizzera-Stati Uniti, l'assalto al Campidoglio è stato «scioccante e inquietante»: è incomprensibile che la polizia americana si sia lasciata cogliere di sorpresa in questo modo.

Scioccante ed inquietante perché è stato proprio il presidente ancora in carica Donald Trump ad incitare i manifestanti, perché è stato un attacco al cuore della democrazia americana e, infine, perché questo profondo atteggiamento antidemocratico ha causato la morte di alcune persone.

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