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11.12.2020 - 16:170
Aggiornamento : 19:59

Addio cene aziendali di Natale, arrivano feste virtuali e soldi in cash

Alcuni distribuiscono ai dipendenti i soldi previsti per le cene di Natale. Altrimenti quest'anno va di moda la cena web

BERNA - Sulla scia delle restrizioni legate al coronavirus tutte le più grandi aziende svizzere hanno annullato la tradizionale cena di Natale o perlomeno sconsigliano vivamente ai responsabili dei singoli team di organizzarne una. Le imprese cercano di far tesoro dell'esperienza acquisita con il telelavoro: sono quindi in voga le festicciole virtuali. Non mancano però anche le grafiche finanziarie e c'è pure chi ha preferito effettuare una donazione collettiva per chi sta meno bene.

Secondo il portavoce dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) Yann Hulmann le cene di Natale non sono ancora state esplicitamente vietate, ma l'autorità le sconsiglia vivamente. "Anche nell'ambiente di lavoro, la priorità assoluta è il distanziamento sociale", sottolinea Hulmann.

Le imprese si sono adattate. Secondo le Ferrovie federali svizzere (FFS), che danno lavoro a oltre 32'000 persone, è comunque importante che i capi squadra "possano ancora mantenere la vicinanza con i loro collaboratori", spiega l'addetto stampa Reto Schärli. L'azienda consiglia quindi appuntamenti online o altre idee in linea con l'Avvento.

Anche presso i due colossi farmaceutici Roche e Novartis, che in Svizzera occupano rispettivamente poco meno di 14'000 e circa 13'000 persone, quest'anno gli incontri saranno digitali. "Molti reparti si incontreranno in modo virtuale", afferma la portavoce di Roche Nina Mählitz. In casa Novartis i festeggiamenti sono rinviati e saranno recuperati quando sarà di nuovo possibile. "Tuttavia, raccomandiamo ai supervisori e ai loro team di festeggiare la fine dell'anno in qualche modo, ad esempio sul web", spiega il portavoce Satoshi Sugimoto.

Alcune aziende distribuiscono ai dipendenti i soldi previsti per le cene di Natale e che sono stati risparmiati. Presso Coop, ad esempio, quest'anno i 90'000 collaboratori riceveranno un ringraziamento di tipo monetario. "Come abbiamo fatto in giugno, pagheremo a tutti i dipendenti un bonus speciale con la retribuzione di dicembre", dice la portavoce Melanie Grüter. Chi lavora meno del 50% riceverà 250 franchi, chi è sopra questo limite 500 franchi, secondo Grüter. Una gratifica analoga era già stata versata a metà anno.

Migros, il più grande datore di lavoro della Svizzera con 106'000 persone in organico, ha versato in maggio al suo personale di vendita, logistico e di produzione un bonus fino a 500 franchi. Quello che accade ora con il budget natalizio risparmiato viene deciso individualmente dalle aziende e dalle cooperative, fa sapere un addetto alla comunicazione.

Presso la Posta - 50'000 dipendenti - i team possono decidere in autonomia come, dove e quando utilizzare la somma destinata per le feste. "Come compensazione è possibile anche un regalo: la decisione su tali misure spetta ai superiori", sottolinea la portavoce Silvana Grellmann.

Anche i collaboratori dell'azienda di telecomunicazioni Swisscom riceveranno un ringraziamento, indica la portavoce Sabrina Hubacher. Tuttavia la società non rivela ciò che i 19'000 dipendenti dell'azienda potranno aspettarsi.

I 1800 lavoratori del concorrente Sunrise hanno invece avuto un'altra idea: quest'anno al posto della cena di Natale hanno voluto fare una donazione a Caritas. "Sunrise era entusiasta della proposta e ha raddoppiato l'importo", ha affermato mercoledì il numero uno del gruppo André Krause. L'organizzazione assistenziale riceverà 250'000 franchi per un progetto che permetterà agli svizzeri che si trovano in condizioni di povertà di accedere al mondo digitale.

La mancata organizzazione di grandi cene di Natale si ripercuote chiaramente anche su chi affitta grandi sale. A titolo d'esempio a San Gallo la società CongressEvents di regola gestiva da 15 a 20 appuntamenti con 100-400 ospiti: tutto questo nell'anno della pandemia di coronavirus non è possibile e per l'azienda i mancati introiti raggiungono i 700'000 franchi.

«Favoriamo le realtà in difficoltà» - Proprio a causa dell'impossibilità di organizzare aperitivi o cene aziendali, i deputati Claudio Isabella (PPD) e Stefano Tonini (Lega), il segretario cantonale del PLR Andrea Nava e il vicepresidente cantonale del PS Evaristo Roncelli avevano invitato nei giorni scorsi le aziende a cercare collaborazioni con le attività locali messe in ginocchio dal coronavirus.

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