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ZURIGO
05.11.2020 - 23:360
Aggiornamento : 06.11.2020 - 08:33

Laboratorio zurighese non comunica al Cantone 400 casi di positività

La responsabile: «È molto spiacevole». Il tracciamento dei contatti non è mai partito. La causa? Un problema informatico

Almeno i diretti interessati, però, erano stati avvisati dell'esito del test.

ZURIGO - Mercoledì ha fatto molto discutere i lettori di tio/20 minuti l'errore avvenuto a inizio settimana in un laboratorio di analisi ticinese. A dieci persone risultate negative al test per il SARS-COV-2 era stato comunicato che erano positive: loro erano state messe in isolamento e una ventina di loro contatti era stata posta in quarantena. Al contempo, dieci persone positive erano state informate di essere negative.

L'errore successo settimana scorsa a Zurigo, però, almeno dal punto di vista numerico è ancora più grande. Come riporta oggi la Neue Zürcher Zeitung, infatti, il laboratorio dell'Università di Zurigo ha mancato di comunicare alle autorità ben 400 casi di positività.

«I risultati di una parte dei test da noi effettuati non hanno potuto essere trasmessi al Cantone e all'Ufsp per un problema informatico», spiega al foglio zurighese la direttrice dell'Istituto di virologia medica, Alexandra Trkola. «Non può immaginarsi quanto ciò sia incredibilmente spiacevole», confessa.

Come ricostruito da Trkola, uno script responsabile della trasmissione automatica dei risultati a Cantone e Confederazione risultava disattivato per via di un difetto. «Le persone interessate», però, «hanno subito saputo del loro contagio», assicura la direttrice. Semplicemente «non sono state contattate dal tracciamento dei contatti».

Ad accorgersi che qualcosa non andava e a far venire a galla il guasto è stata proprio una di queste persone. Sottoposta a tampone il 25 ottobre scorso, la 28enne ha ricevuto il risultato positivo il giorno dopo, ma nei giorni successivi non è stata ricontattata dal tracciamento dei contatti come invece promesso dall'operatore che l'aveva avvisata dell'esito del test.

Una settimana dopo, la donna ha così telefonato lei stessa al "contact tracing" per sentirsi dire che non risultava registrata come positiva al virus. Come lei, nemmeno sua madre, le sue amiche, i loro genitori, i fratelli e le sorelle erano stati segnalati alle autorità sanitarie benché tutti fossero poi risultati positivi al nuovo coronavirus.

Ora, l'errore è stato comunicato al Cantone, alla Confederazione e agli ospedali in cui sono stati condotti i test. «I dati pubblicati quotidianamente dal Dipartimento della sanità e dall'Ufsp per il periodo in questione devono però essere corretti», precisa la responsabile del laboratorio.

Ma come è possibile che 400 casi siano sfuggiti anche al Cantone, si chiede la Neue Zürcher Zeitung? Oltre alla segnalazione da parte del laboratorio - che in questo caso è mancata - le autorità ricevono infatti anche una segnalazione da parte del medico o dell'ospedale che ha effettuato il test, che riporta fra l'altro i sintomi lamentati dal paziente.

La risposta starebbe nella situazione di sovraccarico che il tracciamento dei contatti si trova ad affrontare in questo periodo. Oberati di lavoro, i responsabili del "contact tracing" sarebbero infatti invitati a trattare innanzitutto gli annunci di positività giunti dai laboratori e ad analizzare solo successivamente le corrispondenti segnalazioni di medici e ospedali.

«Affinché il tracciamento dei contatti possa informare immediatamente il caso indice e le persone di contatto, il Dipartimento della sanità ha bisogno che il processo funzioni senza intoppi presso tutte le istituzioni coinvolte», afferma la portavoce del Dipartimento della sanità zurighese, Lina Lanz, attribuendo di fatto la responsabilità del disservizio al laboratorio universitario.         

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