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11.09.2020 - 14:330
Aggiornamento : 12.09.2020 - 08:39

Niente quarantena al rientro da una regione di confine

Per i Paesi limitrofi, il Consiglio federale ha deciso di adottare un approccio regionale.

Intanto Parigi e Costa Azzurra finiscono nell'elenco delle regioni a rischio.

BERNA - Dal 6 luglio 2020, chi rientra in Svizzera da uno Stato o una regione con rischio elevato di contagio deve mettersi in quarantena per dieci giorni.

Con questo provvedimento il Consiglio federale intende contenere per quanto possibile l’importazione e la propagazione del coronavirus in Svizzera.

Cambio di approccio - Per i Paesi limitrofi, il Consiglio federale adotta ora un approccio regionale: sull’elenco degli Stati e delle regioni con rischio elevato di contagio saranno inserite soltanto singole regioni, come è già prassi in diversi altri Paesi.

Deroghe per le regioni di confine - Le regioni di confine degli Stati limitrofi possono essere escluse dall’elenco. Con questo disciplinamento differenziato, il Consiglio federale tiene conto degli stretti scambi economici, sociali e culturali tra le zone di confine e reagisce al contempo al numero crescente di nuove infezioni in Svizzera e in diversi Paesi limitrofi, in particolare in Francia.

Dallo scorso mese di giugno il numero dei contagi è in costante aumento in Svizzera: alla fine di agosto sono stati registrate 1844 nuove infezioni la settimana, ossia 18 volte di più rispetto all’inizio di giugno quando i casi di contagio la settimana era stati 98.

In Francia, il numero aumenta in misura ancora più marcata e si situa in quasi tutte le regioni ben al di sopra del limite di 60 casi per 100 000 persone nell’arco di due settimane. Questo limite è stato superato anche in alcuni länder dell’Austria, come pure in diversi Cantoni svizzeri.

Con la regionalizzazione, le persone che rientrano da una regione a rischio sono obbligate a mettersi in quarantena, ma non se sono state in una zona di confine.

Nell’applicazione (si parte dal 14 di settembre), il Consiglio federale continua a fare affidamento sulla responsabilità individuale della popolazione, invitata ad astenersi per quanto possibile dal recarsi in regioni a rischio o ad andare in quarantena al rientro. Già oggi i frontalieri sono esentati dall’obbligo di quarantena.

I Cantoni si sono espressi prevalentemente in favore di questa procedura. Alcuni temono tuttavia che la nuova disposizione derogatoria per le regioni di confine comporti maggiori oneri e intacchi l’accettazione delle norme sulla quarantena.

Esenzioni dall’obbligo di quarantena - Sono inoltre esentati dall’obbligo di quarantena gli artisti e gli sportivi al rientro rispettivamente da una manifestazione o competizione all’estero e i partecipanti a congressi internazionali, a condizione che sia stato elaborato e attuato un piano di protezione specifico.

Neppure chi per motivi professionali o medici imprescindibili e inderogabili si è recato in una regione a rischio deve mettersi in quarantena, a condizione che il soggiorno non duri più di cinque giorni e che sia stato elaborato e attuato un piano di protezione.

Il Consiglio federale ha infine adeguato la base di calcolo della durata della quarantena nell’ordinanza COVID-19 provvedimenti nel settore del traffico internazionale viaggiatori. I Cantoni possono ora computare il soggiorno in un Paese senza rischio elevato di contagio prima del rientro e ridurre di conseguenza la durata della quarantena in Svizzera.

Test per il coronavirus: la Confederazione riduce le tariffe - Il Consiglio federale ha abbassato oggi il prezzo dei test per il Covid-19. Uno costa ora 82 invece di 95 franchi, mentre quello degli anticorpi 25 invece di 39 franchi.

Il governo si era già mosso in tal senso in maggio. Dalla fine di giugno la maggior parte delle persone in Svizzera non ha comunque dovuto pagare il test in prima persona. Il ministro della sanità Alain Berset aveva infatti annunciato che sarebbe stato l'Esecutivo a pagarli.

Berna si farà carico comunque solo quelli indicati dal punto di vista medico, nel senso che un dottore deve giudicare l'esame necessario. I datori di lavoro che testano per garantire la sicurezza dei propri dipendenti devono invece pagare di tasca propria.

Parigi e Costa Azzurra tra le regioni a rischio

Parigi e la Costa Azzurra sono state inserite nell'elenco delle regioni a rischio. Lo ha comunicato oggi l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).

L'UFSP ha aggiunto nove regioni francesi nell'elenco. Da lunedì, i viaggiatori che rientrano in Svizzera da queste zone dovranno osservare un periodo di quarantena di dieci giorni.

Le 9 regioni francesi: 

Regione Alta Francia
Regione Centro-Valle della Loira
Regione Corsica
Regione Isola di Francia
Regione Normandia
Regione Nuova Aquitania
Regione Occitania
Regione Paesi della Loira
Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra

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