Keystone
Il Tribunale distrettuale di Zurigo.
SVIZZERA
12.08.2020 - 17:540

Chiesti 15 e 13 anni di galera per i "genitori dell'orrore"

In aula, i due ex coniugi hanno respinto tutti gli addebiti, accusandosi a vicenda

I due imputati sono in particolare accusati di avere rinchiuso, picchiato, umiliato e isolato quasi quotidianamente dal mondo esterno una figlia e un figlio.

ZURIGO - Sono accusati di avere inferto per anni pesanti maltrattamenti ai figli e per questo sono stati soprannominati i "genitori dell'orrore": la coppia, nel frattempo divorziata, è comparsa oggi davanti al Tribunale distrettuale di Zurigo. La pubblica accusa ha richiesto 15 anni di reclusione per il padre e tredici per la madre.

Secondo l'atto d'accusa, gli abusi sono stati commessi fra il 2003 e il 2010 nella loro abitazione a Zurigo, dove vivevano con sette figli. Il padre, un imbianchino 49enne del Kosovo, e la madre, cittadina svizzera di 48 anni, sono in particolare accusati di avere rinchiuso, picchiato, umiliato e in gran parte isolato quasi quotidianamente dal mondo esterno una figlia e un figlio.

I due figli frequentavano la scuola dell'infanzia quando sono iniziati i maltrattamenti. Per rispetto della loro sfera privata, il tribunale ha vietato ai media di fornire informazioni più dettagliate.

Padre e madre devono rispondere di lesioni personali gravi plurime e di ripetuti sequestri di persona. L'uomo è inoltre accusato di atti sessuali con fanciulli, coazione sessuale e messa in pericolo della vita altrui.

Al primo giorno del processo - il secondo e ultimo giorno di dibattimenti è in programma il 2 settembre - i due ex coniugi hanno respinto tutti gli addebiti, accusandosi a vicenda. Padre e madre sono stati arrestati nel 2018 e da allora si trovano in regime di carcerazione di sicurezza.

La procuratrice, che sostiene l'accusa, ha chiesto di giudicarli colpevoli di tutte le imputazioni. «I bambini sono stati esposti per anni a un vero e proprio regime di tortura e terrore», ha dichiarato la procuratrice.

Le prove nei loro confronti sono schiaccianti. I bambini - ha detto la procuratrice - hanno fatto dichiarazioni «sobrie, credibili e coerenti tra loro». Altri indizi inconfutabili sono emersi dalle dichiarazioni fatte da insegnanti, vicini, da un assistente domiciliare, dai medici che hanno visitato i bambini e dalle varie segnalazioni di pericolo fatte alle autorità.

Il calvario per i due figli si è concluso nel dicembre 2010, quando sono stati collocati dalle autorità in un'istituzione specializzata. Entrambi erano sottopeso e malnutriti, mostravano un comportamento infantile e avevano un vocabolario molto limitato. La pubblica accusa ritiene che una volta adulti, entrambi dovranno chiedere una rendita d'invalidità.

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