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SVIZZERA

«Molti hanno problemi respiratori anche dopo essere stati dimessi»

L'ospedale di Friburgo ha analizzato i dati dei pazienti ospedalizzati con un'infezione da Sars-CoV2 tra marzo e aprile.
«Molti hanno problemi respiratori anche dopo essere stati dimessi»
Keystone (archivio)
Fonte ats
«Molti hanno problemi respiratori anche dopo essere stati dimessi»
L'ospedale di Friburgo ha analizzato i dati dei pazienti ospedalizzati con un'infezione da Sars-CoV2 tra marzo e aprile.
Due terzi di loro presenta ancora sintomi dopo 30 giorni. Uno specialista di medicina interna: «Questi dati mostrano che è necessario organizzare un follow-up a lungo termine dei pazienti».
FRIBURGO - Molti pazienti ricoverati in ospedale per Covid-19 soffrono ancora di stanchezza e difficoltà respiratorie anche dopo il ritorno a casa. È quanto risulta da uno studio pubblicato oggi dall'ospedale di Friburgo (HFR). L'HFR &...

FRIBURGO - Molti pazienti ricoverati in ospedale per Covid-19 soffrono ancora di stanchezza e difficoltà respiratorie anche dopo il ritorno a casa. È quanto risulta da uno studio pubblicato oggi dall'ospedale di Friburgo (HFR).

L'HFR è uno dei due soli ospedali svizzeri, insieme a quello cantonale di Aarau, che ha pubblicato uno studio basato sui dati relativi alla cura e all'evoluzione dei pazienti colpiti dal nuovo coronavirus. L'indagine ha preso in considerazione malati ospedalizzati con un'infezione da Sars-CoV-2 tra il primo di marzo e il 12 aprile.

Secondo l'analisi, un tipico paziente con il coronavirus è di sesso maschile, di circa 70 anni, e presenta affezioni preesistenti - soprattutto diabete, pressione alta od obesità. «Ciò non significa però che un giovane non possa essere contagiato e soffrire di una grave infezione», sottolinea Gaël Grandmaison, specialista di medicina interna.

Oltre il 60% dei pazienti ricoverati in ospedale torna a casa 30 giorni dopo l'insorgenza dei sintomi. Tuttavia, due terzi di loro ha ancora sintomi dopo questi 30 giorni, in particolare stanchezza e difficoltà respiratorie. «Questi dati mostrano che è necessario organizzare un follow-up a lungo termine dei pazienti», sottolinea Gaël Grandmaison.

L'ospedale cantonale di Aarau aveva già pubblicato il suo studio il 21 luglio, concludendo, fra l'altro, che un'età molto avanzata o certe condizioni preesistenti non portano necessariamente a progressioni gravi della malattia. Anche le persone sotto i 60 anni senza gravi affezioni di fondo possono essere duramente colpite dal virus Sars-CoV-2.

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