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Daniel Koch Capo della Divisione malattie trasmissibili
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04.03.2020 - 13:510
Aggiornamento : 21:05

«Quasi 100 casi, ma nessuno è davvero grave»

L'ha detto il Capo della Divisione malattie trasmissibili Daniel Koch durante la conferenza stampa odierna

Il coronavirus è però decisamente più mortale della normale influenza, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità

BERNA - «È chiaro, la situazione è grave e non bisogna sottostimarla. Anche perché presto non saremo più in grado di avere una tracciatura dell'epidemia». Così Daniel Koch, Capo della Divisione malattie trasmissibili si è espresso oggi pomeriggio durante la conferenza stampa indetta per fare il punto della situazione sull'emergenza coronavirus.

«Finora sono i giovani a essere stati i più colpiti, perché viaggiano di più e hanno più contatti», ha aggiunto. Precisando che a oggi «non ci sono però casi davvero gravi». «Il rischio di morte aumenta però enormemente dall'età di 65 anni», secondo Koch. La strategia riguarda quindi in particolare la protezione di questo gruppo di persone.

Prima gli anziani - «In futuro le persone più giovani potrebbero dover rinunciare a effettuare i test per lasciarli a disposizione delle persone più anziane», ha ammesso Koch sollecitato dai giornalisti presenti alla conferenza stampa.

Il punto della situazione - In Svizzera ci sono 54 casi confermati e 39 casi che sono stati testati positivamente da un laboratorio iniziale. Ciò significa che centinaia di persone sono già in quarantena. I numeri ora stanno aumentando rapidamente. Per quanto riguarda l'Europa, i Paesi colpiti sono al momento 33. In Italia, lo Stato europeo con più contagiati, i casi sono registrati sono 2500 (79 decessi). 

Gli effetti sull'economia - «Abbiamo avuto molte domande per introdurre il lavoro ridotto», ha detto dal canto suo Boris Zürcher, capo della Direzione lavoro della Seco. Lo scopo è quello di compensare le perdite dovute al coronavirus e mantenere i posti di lavoro. Zürcher ha poi spiegato quali requisiti devono essere soddisfatti prima che un'azienda possa richiedere questo tipo d'indennizzo.

Svizzeri all'estero - Hans-Peter Lenz del Dipartimento degli affari esteri ha riassunto la situazione degli svizzeri all'estero. «Non abbiamo informazioni sui cittadini svizzeri che sarebbero colpiti dal virus». Anche il personale delle ambasciate sta bene. A destare preoccupazione è in particolare la situazione in Iran: «Il DFAE è in stretto contatto con la rappresentanza di Teheran».

Più mortale dell'influenza - Il coronavirus causa «una malattia più grave dell'influenza stagionale: a livello globale, circa il 3,4% dei casi riportati di Covid-19 è deceduto, mentre l'influenza stagionale generalmente uccide molto meno dell'1% di quelli infetti».

Lo ha sottolineato l'Organizzazione mondiale della sanità, spiegando che «mentre molte persone in tutto il mondo hanno accumulato immunità ai ceppi stagionali» questo «è un nuovo virus a cui nessuno è immune». «Abbiamo vaccini e terapie per l'influenza stagionale, ma - ha aggiunto l'Oms - al momento non esiste un vaccino e nessun trattamento specifico per il Covid-19».

Leggi il nostro Focus sul coronavirus.

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