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I RACCONTI DELLA F1

Suzuka tra gloria e cortocircuiti: la F1 gioca col fuoco

Antonelli brilla, McLaren si rialza… ma il regolamento elettrico fa tremare il paddock
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Suzuka tra gloria e cortocircuiti: la F1 gioca col fuoco
Antonelli brilla, McLaren si rialza… ma il regolamento elettrico fa tremare il paddock
Prima lo spettacolo, poi la sicurezza: passo falso di Liberty Media
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SUZUKA - Ebbene sì, a Suzuka succede di tutto: Andrea Kimi Antonelli firma una doppietta da predestinato, la McLaren riemerge dalle sue nebbie esistenziali e, nel frattempo, la Formula 1 sfiora qualcosa che va ben oltre il semplice incidente di gara. Benvenuti ne “I Racconti della F1”, dove oggi il vero protagonista non è un pilota, ma quel capolavoro di ingegneria… burocratica: il famoso 50 e 50 tra elettrico e motore termico. Tradotto? Metà potenza, doppio mal di testa.

Al giro 23 arriva il momento da brividi: Oliver Bearman si ritrova davanti un’improvvisa perdita di potenza della Alpine di Franco Colapinto. Risultato? Una quasi tragedia evitata per centimetri. La Haas di Bearman vola letteralmente verso le barriere, mentre il pilota si porta a casa “solo” una contusione al ginocchio. Poteva finire molto peggio. Molto.

E la FIA? Tutto archiviato, grazie e arrivederci. Nessuna sanzione, nessun approfondimento. Un elegante “facciamo finta di niente” che sa tanto di polvere nascosta sotto il tappeto. Peccato che il tappeto stia iniziando a sollevarsi.

Perché questo non è un caso isolato. Dopo tre GP, tra partenze imprevedibili e cali di potenza random, il rischio è che queste situazioni diventino la norma. Complimenti a chi ha pensato questo regolamento: spettacolo sì, ma con contorno di roulette russa.

Nel frattempo, anche Lando Norris alza la voce: i piloti, dice, non sono stati coinvolti. Qualcuno ha deciso per tutti, inseguendo lo show e dimenticandosi dello sport. E il dito, anche senza nomi, punta dritto verso Liberty Media.

Ora restano cinque settimane per sistemare un meccanismo che scricchiola già pericolosamente. Servono test, modifiche e, magari, un pizzico di umiltà. Perché una cosa è certa: la F1 può anche cambiare, ma non può permettersi di perdere credibilità. E al momento, il vero incidente… è proprio quello.

Nell’attesa di ritrovarsi per il quarto GP della stagione a Miami il 3 maggio, noi pigiamo forte sul gas, sempre e comunque senza l’aiuto della componente elettrica.

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