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MONDIALE 2026

«Non sono una bomba a orologeria»

Noah Okafor non ha ancora giocato un solo minuto in questo Mondiale. Ma non intende commettere gli errori del passato: «Ho fatto grandi passi avanti, sia dal punto di vista umano che calcistico».
«Non sono una bomba a orologeria»
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«Non sono una bomba a orologeria»
Noah Okafor non ha ancora giocato un solo minuto in questo Mondiale. Ma non intende commettere gli errori del passato: «Ho fatto grandi passi avanti, sia dal punto di vista umano che calcistico».
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MONDIALE 2026 - La gestione del caso Noah Okafor fa discutere nella Svizzera tedesca. Ancora senza minuti al Mondiale, l’attaccante basilese ha voluto chiarire domenica di non essere una «bomba a orologeria», espressione usata da un giornalista dopo il successo elvetico contro il Canada, gara seguita interamente dalla panchina.

Contro i canadesi il selezionatore Murat Yakin ha preferito Christian Fassnacht e Cédric Itten, spiegando di aver puntato sull’«esperienza» per conquistare la vittoria. Una scelta che ha riacceso i ricordi dell’Europeo 2024, quando Okafor non disputò nemmeno un minuto: un episodio che incrinò i rapporti con il tecnico e spinse il giocatore a lamentarsi pubblicamente della scarsa considerazione.

In seguito le parti si sono riavvicinate e Okafor è rientrato in nazionale lo scorso marzo, forte di una stagione positiva con il Leeds United. In primavera ha segnato sei gol in sette partite in Premier League, inclusa una doppietta a Old Trafford, prima di essere rallentato da un infortunio al polpaccio durante la preparazione.

«Ho fatto un grande passo avanti, sia dal punto di vista umano che calcistico», ha dichiarato domenica in conferenza stampa a San Diego. «È chiaro che sono un po’ infastidito dal non giocare, ma resto positivo e pronto a cogliere la mia occasione».

Il 26enne ha respinto le critiche sul suo atteggiamento: «Non è affatto così. Sono felice di essere qui, in campo o fuori». Ha inoltre espresso orgoglio per il rendimento dell’amico Ruben Vargas, a segno contro Bosnia e Canada, nonostante la concorrenza diretta per un posto.

Okafor ha infine raccontato di aver parlato con Yakin domenica mattina: «Mi ha spiegato perché non sono entrato contro il Canada. Era previsto, ma i piani sono cambiati in base all’andamento della partita». Un chiarimento che sembra aver riportato serenità all’interno del gruppo.

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