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MILANO-CORTINA 2026

Marco Marano: «Non è stato un azzardo»

Il medico dello sport ha commentato la scelta di gareggiare compiuta da Lindsey Vonn.
AFP
Marco Marano: «Non è stato un azzardo»
Il medico dello sport ha commentato la scelta di gareggiare compiuta da Lindsey Vonn.
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CORTINA D'AMPEZZO - Dare tutto. Fare sacrifici. Superare i propri limiti. Così ragionano i campioni. Così ha ragionato anche Lindsey Vonn. Lo strappo al legamento crociato del ginocchio sinistro patito a Crans Montana? Non un motivo sufficiente per rinunciare al suo sogno olimpico. Così Lindsey ha continuato. Si è allenata. E domenica scorsa era là. Al cancelletto di partenza della discesa sulla mitica Olimpia delle Tofane. Per rincorrerlo quel sogno. Per mettere il punto esclamativo a una carriera da urlo. Ma purtroppo non sempre le favole si concludono come sperato. Così la carriera si è conclusa tra le urla, ma di dolore.

Azzardo? No. Voglia di vincere - Il dubbio è che la 41enne abbia forse preteso troppo. E abbia sopravvalutato le proprie capacità di sciare con un ginocchio (parzialmente) fuori uso. Ma è veramente così? Per aiutarci a comprendere abbiamo contattato al telefono il medico dello sport Marco Marano. «Non vedo alcun azzardo. Nella sua testa c'era un unico obiettivo. Ovvero quello di arrivare al traguardo e di vincere. Non le è mai balenato nel cervello la possibilità che non potesse gareggiare. Né quella di cadere. Questi atleti - precisa il medico - viaggiano in una dimensione che la gente non riesce a comprendere. Frequentando un po' il mondo degli sportivi d'élite, mi sento di dire che non è stato assolutamente un azzardo. Ma il ragionamento di una campionessa che voleva dimostrare di essere la numero uno. E anzi quello che ha fatto può essere un esempio di caparbietà e di forza di volontà. E di quanto avere un obiettivo possa spingerci a superare dei limiti fisici».

La chirurgia che ripara - L'infortunio di Cortina - la frattura complessa della tibia come rivelato ieri sera dalla stessa Vonn - rappresenta, sicuramente, la fine della (gigantesca) carriera della 41enne americana, ma non dovrebbe comprometterne la vita di tutti di giorni. «Non è la prima sciatrice che subisce questo genere di frattura», precisa Marano. «La chirurgia odierna consente un recupero di tutte le funzioni per fare in modo che possa condurre una vita normale, ma per la carriera sciistica mi sembra chiaro che non ci saranno altre chance».

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