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ANALISI HCL

Il tocco (d'oro) di Re Mitell

L'allenatore svedese e il suo staff hanno completamente trasformato il Lugano.
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Il tocco (d'oro) di Re Mitell
L'allenatore svedese e il suo staff hanno completamente trasformato il Lugano.
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LUGANO - Tomas Mitell. O se preferite il nuovo Re Mida del Lugano. Lo svedese - che proprio oggi insieme al suo staff ha prolungato con i colori bianconeri (almeno) fino al 2028 - ha infatti preso in mano una squadra totalmente a pezzi e, dopo un (ovvio) periodo di assestamento, l'ha completamente ricostruita. Dapprima Mitell e il suo staff hanno trasformato il reparto arretrato dei bianconeri, rendendolo quello meno perforato dell'intera Lega (solo 2.25 le reti concesse in media a partita).

Poste le fondamenta (e che fondamenta) difensive, grazie anche al recupero di giocatori importanti come Aebischer, Dahlström e Mirco Müller, l'architetto svedese ha poi (ri)costruito un attacco che inizialmente stentava maledettamente a ingranare. E lo ha fatto bene con i vari Fazzini, Sanford, Thürkauf. Sgarbossa, Canonica e Simion - tra gli otto e i tredici gol - a suddividersi il "peso" dell'attacco.

Lo staff in panchina - da non sottovalutare anche l'importanza avuta da Stefan Hedlund che già conosceva il campionato e dal preparatore dei portieri Antti Ore - ha quindi totalmente trasformato la squadra infondendo fiducia a ogni singolo giocatore. E ognuno ha risposto presente. Certo il Lugano, in questa stagione, ha trovato un giocatore straordinario (quel Zach Sanford che probabilmente è il miglior centro two ways della NL) ma è tutta la rosa ad aver fatto un passo avanti per quanto riguarda la convinzione nei propri mezzi, la tenacia e l'intensità di gioco.

E uno scatto che ben incornicia quello che il Lugano è diventato in questi ultimi mesi è l'intensissima partita di sabato contro il Friborgo. Una vera e propria sfida di playoff - intensa e fisica - che i bianconeri hanno gestito da squadra matura. Smaliziata. Con quella calma e quella personalità che la panchina, giorno dopo giorno, ha saputo infondere e trasmettere al gruppo. Un gruppo finalmente solido, coeso e che rema dalla stessa parte. Una squadra che è riuscita finalmente a mettersi alle spalle i fantasmi di troppe stagioni bucate. Di troppi progetti iniziati e buttati via. Roma d'altronde non è stata costruita in un giorno. La pazienza paga. A Lugano sembra finalmente lo abbiano capito.

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