Lugano, cuore in pista, testa a Crans Montana

In un'Arena strettasi attorno alle vittime del Constellation, i bianconeri hanno superato i Dragoni
Friborgo avvicinato al terzo posto della classifica.
In un'Arena strettasi attorno alle vittime del Constellation, i bianconeri hanno superato i Dragoni
Friborgo avvicinato al terzo posto della classifica.
LUGANO - Immediato riscatto per il Lugano che, dopo la prestazione grigia e la sconfitta di Bienne, si è rialzato superando 3-2 in casa il Friborgo (e avvicinandolo al terzo posto della graduatoria).
Pure contro i Dragoni i bianconeri non sono riusciti a essere continui come invece era spesso riuscito loro nella parte finale dell’autunno; rispetto alla Tissot Arena sono tuttavia stati in grado di limitare gli errori e, soprattutto, sono stati più pratici in attacco. E questo, in una Cornèr Arena scossa per i fatti di Crans Montana, ha fatto la differenza.
La prima parte di match è stata tutta di marca ticinese, con Fazzini (in powerplay) e Sanford bravi a concretizzare parte delle occasioni create. I Dragoni non sono in ogni caso stati a guardare e, alla prima opportunità (penalità ad Alatalo), hanno accorciato le distanze con Kapla. I sottocenerini hanno cominciato bene pure il secondo periodo, premendo parecchio dalle parti di Berra. Non sono tuttavia colpevolmente riusciti a passare, sprecando anche quasi 4’ di superiorità numerica. Sono invece stati gli ospiti, ripartiti dopo minuti di sofferenza, a graffiare. Prima hanno spaventato Schlegel, poi lo hanno trafitto con Marchon (36’). L’equilibrio non è comunque arrivato alla sirena. Merito di Thürkauf, che al 39’03” ha riportato avanti i locali.
Il terzo terzo è stato spigoloso e poco spettacolare. Il Lugano ha tentato di gestire disco e cronometro e, salvo rari sbandamenti, ci è riuscito. Un parziale molto spezzettato ha visto i Dragoni cercare gli spazi per “offendere”; le maglie della difesa bianconera si sono però chiuse ermeticamente. Schlegel ha tremato davanti alle conclusioni di Rathgeb, Sprunger e Kapla; di dischi in fondo alla sua porta non ne ha in ogni caso dovuti raccogliere. E così la sirena ha certificato i tre punti per la truppa di Mitell.
LUGANO-FRIBORGO 3-2 (2-1, 1-1, 0-0)
Reti: 4’10” Fazzini (Alatalo) 1-0; 12’00” Sanford 2-0; 13’07” Kapla (Wallmark) 2-1; 35’22” Marchon (Walser) 2-2; 39’03” Thürkauf 3-2.
LUGANO: Schlegel; Müller, Alatalo; Dahlström, Aebischer; Peltonen J., Zanetti B.; Carrick; Canonica, Sanford, Fazzini; Sekac, Tanner, Bertaggia; Emanuelsson, Thürkauf, Simion; Peltonen A., Morini, Zanetti M..
Penalità: Lugano 2x2'; Friborgo 5x2'.
Note: Cornèr Arena, 6’422 spettatori. Arbitri: Lemelin, Arpagaus, Cattaneo, Bachelut.
Le altre - Lontano dalle mura amiche, nel sabato di hockey, hanno fatto festa il Ginevra e il Kloten. Le Aquile hanno dominato 3-0 a Berna con Vesey, Praplan e Manninen. Gli Aviatori hanno invece raccolto due punti, all’overtime, a Zugo. Dopo i gol di Gignac e Wingerli, l’1-2 finale lo ha stampato, al 62’, Leino. Per il resto si sono visti solo successi interni. Quello larghissimo del Langnau sul Bienne (4-0 con doppietta di Mäenalanen) e quelli di misura colti da Rapperswil (2-1 sull’Ajoie al supplementare) e Zurigo (3-2 con doppia rimonta sul Losanna).








