Milioni (di lire) al Casinò: Allegri vince ovunque

«Due milioni di mancia, ma sei scemo?»
L’allenatore del Milan ha sbancato Venezia con due puntate
«Due milioni di mancia, ma sei scemo?»
L’allenatore del Milan ha sbancato Venezia con due puntate
VENEZIA - Calcio, cavalli e… Casinò. Le tre “C” di Max Allegri. Delle prime due si sa già tanto, probabilmente tutto. La terza passione l’ha invece svelata Gianluca Atzori, che del mister rossonero è stato compagno a Perugia nella stagione 1995-1996.
Il 55enne ex difensore ha raccontato un aneddoto legato al livornese durante il podcast “DoppioPasso”.
«Allegri ci sapeva fare, gli piaceva il casinò - ha spiegato - ricordo di una trasferta a Venezia e per l’occasione ci disse che se avessimo vinto saremmo andati al Casinò. Di portarci quindi anche l’abito elegante. Eravamo in tre, con noi c’era anche Federico Giunti. A Max demmo 500’000 lire a testa e lo guardammo fare. Puntò 100’000 lire, il croupier fece girare la pallina e questa capitò sul numero giusto. Ricordo cha Max si gasò come un bambino di due anni perché avevamo vinto 3,6 milioni, 36 volte la posta scommessa. A quel punto ci fu un’altra giocata con 200’000 lire. Altro numero preso e incassammo oltre 7 milioni. Avevamo guadagnato più di 10 milioni in due giocate. E 2 di questi Max li diede al croupier come mancia. Io lo presi di petto e gli dissi: “Quelli sono anche soldi miei: 2 milioni di mancia, ma sei scemo?”. Non avevo capito che se dai una buona mancia al croupier lui bene o male cerca di mandare la pallina dove stanno i tuoi numeri. Perché sa che poi viene premiato».








