Magri da fare spavento, l'estetica malata figlia dell'Ozempic

Il farmaco per dimagrire utilizzato anche da chi di dimagrire non ha davvero bisogno. A Hollywood, e sui social, spopolano i volti (e i corpi) scavati dai farmaci.
Le guance appaiono scavate, le tempie sempre più incavate. La pelle del viso è meno tonica e le occhiaie sono più evidenti. L'aspetto è magro ed emaciato e l'espressione provata, come quella di chi non mangia e riposa da parecchi giorni. Non basta il trucco per conferire al volto un aspetto sano e probabilmente neanche lo si vuole, perchè l' Ozempic face è l'ultima moda del momento, e la magrezza del corpo va esibita e non nascosta.
L'iniziezione dimagrante che spopola, anche... fra chi non ne avrebbe bisogno
Ci si riferisce all'uso, se non all'abuso, dei farmaci a base di semaglutide, come l'Ozempic, il Mounjaro e il Wegovy, per citare i più noti, messi a punto per il trattamento del diabete di tipo 2 e di gravi problemi di peso, riducendo il senso di fame e regolando la glicemia.
Non è passato molto tempo perché di questi medicinali si iniziasse a far uso anche per perdere peso rapidamente, e quello che Forbes ha definito «il segreto peggio custodito di Hollywood» prende forma nei corpi sempre più magri delle celebrities. Il clan Kardashian, così come Elon Musk, Oprah Winfrey, e l'attore comico Tracy Morgan non nascondono il loro utilizzo.
Imago/Avalon.redDemi Moore, agli ultimi Oscar.Lo stesso dicasi per la famosa tennista Serena Williams la quale ha confessato che l'Ozempic l'ha aiutata a raggiungere il peso desiderato per una vita ma mai raggiunto, nonostantel' attività sportiva e le tante diete seguite negli anni. Una scheletrita Kelly Osbourne ha partecipato all'ultimo Brit Awards ed è stata inondata da un mare di critiche per l'aspetto insano e la magrezza eccessiva mostrata in occasione dell'evento mondano.
La donna, però, non ha mai confermato l'uso di Ozempic, attribuendo il suo dimagrimento eccessivo al periodo più buio della sua intera esistenza, anche per la recente morte del padre Ozzy, ma sono in tanti a ritenere che la Ozbourne abbia la classica 'Ozempic face', con le guance emaciate e l'espressione invecchiata.
Sotto la lente d'ingrandimento è finito anche l'eclatante dimagrimento di Demi Moore, il cui corpo tonico ed asciutto non aveva certo bisogno di sottoporsi ad un tale trattamento, e Ariana Grande, la quale invece ha sempre detto di seguire unicamente una dieta più varia e salutare.
IMAGO / ZUMA PressKelly OsbourneDopo la chirurgia estetica, il nuovo trend è farmacologico
L'effetto dell'Ozempic sul fisico e il volto delle persone va di pari passo con l'uso della chirurgia estetica, usata per combattere i segni del tempo e l'invecchiamento dell'epidermide conseguente all'utilizzo di tali farmaci. Il primo ad aver coniato l'espressione 'Ozempic face' è stato il dermatologo cosmetico statunitense Paul Jarrod quando, alcuni anni fa, notò che sempre più persone che richiedevano il suo intervento avevano fatto uso di farmaci dimagranti, sperimentandone però molti effetti collaterali indesiderati.
«Anche se si sentivano molto meglio perdendo peso, in qualche modo sembravano più vecchi» ha raccontato Jarrod alla Cnn «e questo era dovuto alla perdita di volume nel loro viso». Si stima che negli Stati Uniti un adulto su otto abbia fatto uso di un farmaco Glp-1 a base di semaglutide e di questi, due su cinque, lo abbiano assunto unicamente per perdere peso e non per curare il diabete.
La Food and Drug Administration, infatti, ha approvato la produzione e la commercializzazione dell'Ozempic quale trattamento per il diabete di tipo 2, ma la verità è che è pratica comune da parte di molti medici prescriverlo off-label, ossia con dosi e finalità diverse da quelle ufficialmente autorizzate, per perdere velocemente il peso ritenuto in eccesso. La Cnn racconta che il 20% dei clienti del dottor Jarrod assuma l'Ozempic come «parte di un regime di longevità» e richiedano altresì filler dermici iniettabili per aiutare a ripristinare il volume del viso, lifting e trasferimenti di grasso. Molto richiesti sono i lifting profondi, che prevedono il riposizionamento dei muscoli e dei tessuti connettivi, che negli Stati Uniti sono aumentati dell'8% dal 2022, mentre l'uso dell'acido ialuronico è raddoppiato passando da 2,6 milioni di americani che ne facevano uso nel 2017 agli oltre 5,2 milioni nel 2023.
IMAGO / Newscom WorldKate Moss con Johnny DeppAddio palestra, la magrezza estrema è il nuovo canone
Con l'affermarsi di questa nuova estetica, ci si domanda se il trend dell'Ozempic face sia paragonabile all'Heroin chic che spopolava negli anni Novanta, quando venivano celebrati i corpi magrissimi delle modelle più famose al mondo. La pelle pallida, l'aspetto emaciato e le occhiaie profonde era il prototipo di bellezza rappresentato da Kate Moss, in netto contrasto con il corpo palestrato e dall'aspetto sano che andava di moda il decennio precedente.
All'epoca questo trend venne molto criticato e ritenuto responsabile di aver promosso l'uso delle droghe e agevolato l'insorgenza di disturbi alimentari nei più giovani e vulnerabili fruitori di tale tipo di moda. Negli anni Duemila, invece, sono andati ad imporsi modelli diversi di bellezza, con un ritorno a dei fisici più tonici e in salute, e l'esaltazione, in tempi recenti, della 'body positivity', ossia quel movimento culturale che promuove l'accettazione di se stessi e del proprio corpo a prescindere dall'adesione o meno dello stesso a canoni estetici standardizzati.
IMAGO / i ImagesKate Winslet«Spaventoso che l'autostima di una persona sia così legata al suo aspetto»
Il recente ritorno ad un ideale di magrezza estremo ha fatto storcere il naso a tante persone che temono il condizionamento negativo di questo genere di fenomeno. L'attrice Kate Winslet, ad esempio, che dell'accettazione della propria fisicità ne ha fatto una propria bandiera, ha di recente affermato che trova devastante il fatto che «l'autostima di una persona sia così legata al suo aspetto, è spaventoso (…) tante persone stanno assumendo farmaci: alcuni stanno facendo delle scelte per essere se stessi, altri fanno tutto il possibile per non essere se stessi. Il disprezzo per la propria salute è terrificante».
Dello stesso avviso è Jamie Lee Curtis che, anni fa, si era espressa a proposito di ciò che lei chiama «il genocidio di una generazione di donne da parte del complesso industriale cosmetico». La celebre attrice si era detta sicura che «due o tre generazioni di individui» avessero rinunciato ad avere un aspetto naturale e ciò grazie ad una «industria di milioni di milioni di dollari basata sul nascondere.
Fillers, guaine sagomanti, procedure estetiche: tutto studiato per mostrarci diversi da ciò che siamo». C'è stato un tempo in cui si è fatto finta di credere che un approccio più umano ed empatico al nostro aspetto fisico potesse veramente sovvertire le regole estetiche che da sempre, pur mutando con il modificarsi del costume, condizionano la vita delle persone. Per certi versi, dei passi avanti sono stati fatti nella rappresentazione di una bellezza più diversificata, ma la Ozempic face ha riaperto l'eterna questione della magrezza quale sinonimo di presunta bellezza.
IMAGO / Newscom WorldJenna OrtegaLa critica all'estetica malata: «Il corpo è l'unica cosa che ci resta»
Le celebrities e le star di Hollywood sono da sempre un modello a cui aspirare per stile e bellezza, mentre adesso si assiste al fenomeno contrario: sui social media, a corredo delle foto di un numero crescente di personaggi famosi, si sprecano commenti del tenore «sembra così malata» o «è così triste». Come scritto da Brigid Delaney sul Guardian «ai nostri giorni una parte significativa del pubblico guarda le celebrità e sente qualcosa di molto vicino alla preoccupazione o all'alienazione».
L'uso dei Glp-1, unito alla chirurgia estetica, ha dato vita «ad un'estetica specifica che appare leggermente inquietante: volti che sono chiaramente innaturali e corpi drammaticamente sottili. L'effetto complessivo è inquietante e strano, come se gli esseri umani fossero stati sostituiti da delle loro repliche».
La giornalista riflette inoltre sul fatto che, in un'epoca in cui «l'A.I preme per sostituire gli essere umani, i nostri corpi sono la cosa più ostinatamente umana che abbiamo» e per questo motivo, privare i volti che sono di pubblico dominio dei loro tratti di umanità, sembra una cosa priva di senso e pericolosa. Un ritorno alla standardizzazione del canone di bellezza riflette la natura reazionaria dei tempi che stiamo vivendo nei quali si guarda con diffidenza alla diversità. Negli sguardi smarriti e sofferenti e nei visi scavati di chi insegue un modello di magrezza insano si può vedere riflessa la spersonalizzazione che domina molti aspetti della nostra moderna società nella quale apparire è divenuto sinonimo di essere».
Appendice 1
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IMAGO / Newscom WorldJenna Ortega
Imago/Avalon.redDemi Moore, agli ultimi Oscar.
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