Sul divieto di prostituzione, adesso parlano le sex-worker

Per la prima volte le lavoratrici del sesso sono state interpellate in prima persona su una penalizzazione secondo il modello nordico. E la risposta, sorprende.
ZURIGO - È il primo studio di questo tipo: per la prima volta, persone che si prostituiscono sono state interpellate direttamente sull'introduzione nel codice penale di divieto di acquisto di sesso sul cosiddetto modello nordico, che punisce i clienti e non le lavoratrici.
Il risultato, emerso da una ricerca della ZHAW, sembra netto: il 71% del campione di 229 intervistate si oppone all'ipotesi di un divieto, mentre il 47% teme un possibile aumento della violenza.
Ma il dato, presentato come indicativo, «va letto con cautela», suggerisce il Tages-Anzeiger che dà notizia dello studio.
Questo perché il campione di sex worker è composto soprattutto da persone «ben connesse e organizzate», dunque più facilmente raggiungibili. Resta fuori dal campione una parte ampia e decisiva, anche nella ricca e insospettabile Svizzera: persone sole, spesso migranti, che vivono e lavorano in condizioni precarie e invisibili.
Proprio queste persone, che nei Paesi limitrofi sono la maggioranza di quelle impiegate nel settore della prostituzione, sono esposte a sfruttamento, debiti o dipendenza da intermediari e difficilmente partecipano a indagini di questo tipo.
La stessa autrice riconosce che le situazioni più vulnerabili sono probabilmente sottorappresentate e più propense all'introduzione di un divieto generalizzato (anche e soprattutto per un'auto-tutela).
Fra le interpellate, proprio chi ha uno status di soggiorno incerto ha mostrato una disposizione «tendenzialmente favorevole» all'introduzione di un divieto secondo il «modello nordico».
Altro aspetto da tenere in considerazione riguarda il fatto che l'autrice dello studio si sia appoggiata ad associazioni di sex worker, che spesso si sono apertamente opposte a un divieto e che l'hanno anche aiutata a entrare in contatto con le intervistate.
La studiosa, dal canto suo, esclude possibili influenze da parte di queste organizzazioni su contenuti e risultati.



