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«La mentalità da playoff bisogna costruirla, non viene dall'oggi al domani»

Grégory Christen ha analizzato le prime due partite del Lugano: «Hanno giocato bene... Il problema è che lo Zurigo è entrato immediatamente in modalità playoff».
TiPress
«La mentalità da playoff bisogna costruirla, non viene dall'oggi al domani»
Grégory Christen ha analizzato le prime due partite del Lugano: «Hanno giocato bene... Il problema è che lo Zurigo è entrato immediatamente in modalità playoff».
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LUGANO - Il Lugano non ha praticamente più diritto all'errore. Trovarsi sotto 3-0 dopo gara-3 significherebbe avere un piede e mezzo in vacanza. Alla Swiss Life Arena - pista che quest'anno l'HCL non ha mai espugnato, subendo 13 gol e segnandone solo 4 in tre incontri - la squadra di Mitell dovrà ripartire dalla mole di gioco portata sul ghiaccio lunedì in casa, dove ha tirato in porta praticamente il doppio rispetto alla compagine di Bayer.

Sarà dunque soltanto una questione di aggiustare la mira? Lo abbiamo chiesto all'ex giocatore di Lugano e Ambrì Grégory Christen, che però non dà molte possibilità ai bianconeri... «Effettivamente il Lugano ha giocato due buone partite, questo bisogna dirlo. Il problema è che lo Zurigo è entrato immediatamente in modalità playoff. I suoi giocatori chiave, che magari durante la regular season non hanno sempre performato al loro massimo livello, hanno cominciato a segnare proprio quando i giochi si sono fatti seri. Penso a Frödén, Grant e Malgin. Secondo me, se lo Zurigo continua a giocare così, il Lugano non ha alcuna possibilità di passare il turno. Avevo qualche dubbio sui Lions a inizio campionato, visto che hanno vinto gli ultimi due campionati, riguardo al fatto che potesse mancare qualche stimolo, ma vedendo queste prime due partite penso che tale problema non sussista. A ogni modo, spero che non finisca 4-0 la serie, perché il Lugano non lo meriterebbe».

Viste le tue parole, al Lugano mancano dei giocatori in grado di fare clic fra regular season e playoff?
«Di Maxim Lapierre non ne trovi tutti gli anni. A ogni modo, trovo che non sia soltanto un discorso di giocatori, piuttosto di mentalità della squadra. Se prendiamo il Friborgo, spesso disputa un'ottima stagione regolare per poi far fatica nei playoff. La mentalità da playoff bisogna costruirla, non viene dall’oggi al domani. Lo Zurigo ha la squadra che fa quello che vuole e che cambia mentalità proprio quando i giochi si fanno seri».

A Lugano, forse, manca anche un portiere che possa vincere le partite da solo?
«Probabilmente sì. Hanno un'ottima squadra, però è vero che in porta non c'è qualcuno in grado di alzare davvero il livello, quello che servirebbe nei playoff. Nonostante ciò, non so se, in vista della prossima stagione, si dovrebbe prendere uno straniero, bruciando una licenza... Ci vorrebbe Elvis Merzlinkins, un vero fenomeno con cui il Lugano alzerebbe ancor di più il suo livello».

La serie è ancora lunga, ma nel caso dovesse andar male, come valuteresti la stagione del Lugano?
«Fra infortuni e nuovo allenatore, hanno iniziato male il campionato. In seguito hanno avuto una crescita esponenziale e credo che, anche se dovessero uscire ai quarti, nessuno si potrà lamentare del Lugano. Le basi per ripartire il prossimo anno, con qualche aggiustamento, sono davvero solide. Tutto quanto di buono fatto in questa stagione tornerà sicuramente utile il prossimo anno, quando la squadra potrà migliorarsi sotto tutti gli aspetti. A volte impari molto di più da un'eliminazione contro un simile avversario rispetto a un passaggio del turno in semifinale... Anche se sembra strano dirlo, è così...».

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