Noi, a bordo del nuovo elicottero Rega. Vi sveliamo il futuro dell'elisoccorso in Ticino

Alla Base 6 è atterrato ufficialmente l’Airbus H145 D3. Ieri l'ultimo saluto della vecchia guardia: il Da Vinci dopo oltre 15 anni di onorato servizio
Alla Base 6 è atterrato ufficialmente l’Airbus H145 D3. Ieri l'ultimo saluto della vecchia guardia: il Da Vinci dopo oltre 15 anni di onorato servizio
LOCARNO - Emozioni ad alta quota, ieri, alla Base Rega di Locarno. Un momento di quelli difficili da dimenticare: la consegna ufficiale del nuovo elisoccorso e, insieme, l’ultimo decollo dell’Agusta Westland Da Vinci dopo oltre 15 anni di servizio impeccabile. Tio.ch ha seguito in esclusiva il trasferimento del velivolo.
All’alba di lunedì, il team Rega è partito dal Ticino alla volta del Rega Center di Zurigo per recuperare il nuovo mezzo. Tra loro, il capo pilota Mario Agustoni: a lui l’onere e l’onore di portare l’Airbus H145 D3 oltre il Gottardo. L’emozione si sente tutta: «È la prima base di montagna tra quelle che utilizzano l’Agusta a riceverlo», racconta. «Sono emozionato: è un grande giorno. Ho il compito di portare questo elicottero in Ticino, dove ho iniziato la mia carriera. È una giornata ricca di gioia, ma anche piena di nostalgia: dovremo salutare il velivolo che per anni ci ha permesso di operare in sicurezza».
REGALa partenza - Prima del decollo, un breve briefing con le istruzioni essenziali per chi non ha mai volato in elicottero: come allacciare le cinture, come aprire e come chiudere le porte. Poi i controlli. «Mi assicuro sempre che tutto sia pronto. In questo caso ho dovuto anche preparare un piano di volo, non trattandosi di una missione sanitaria. E prima di salire, faccio l’ultimo giro di verifica».
L'HB-TIN in Ticino - Sorvolate le Alpi tra panorami spettacolari, dopo circa 40 minuti di volo, alle 10 di lunedì l’HB-TIN ha toccato il suolo a Locarno. A quel punto, la base è stata temporaneamente chiusa per consentire il cambio macchina. A terra tutto si è mosso rapidamente. La base è stata temporaneamente chiusa, il tempo necessario per il cambio macchina. Mani esperte hanno trasferito strumenti, zaini, attrezzature: ogni oggetto al suo esatto posto. «Qui davanti c’è tutto il materiale sanitario pronto all’uso», spiega il paramedico Amos Brenn indicando l’armadio. «Dietro invece troviamo l’equipaggiamento da terra e la barella». E quando si parte per una missione, «il pilota davanti a destra, il paramedico a sinistra per assisterlo. Il medico, dietro, si prepara all’intervento. E se serve il verricello, il soccorritore lavora all’esterno, sul lato sinistro».
Chiara De CarliElicottero più leggero - Il salto tecnologico è evidente. «Sono due macchine completamente diverse», osserva Agustoni. Più potenza, meno vibrazioni, maggiore stabilità. Con un rotore a cinque pale «possiamo operare meglio, soprattutto con il verricello. Voliamo più in alto e con più carico. L’avionica è il massimo disponibile e anche il comfort è di altissimo livello». Ogni dettaglio è stato pensato e progettato grazie alla collaborazione tra Rega e aerolite per essere il più efficiente possibile.
L'ultimo volo - E infine arriva il momento più difficile. L’ultimo. Il Da Vinci è pronto a lasciare la base per l’ultima volta. «Ripartire da qui fa scendere una piccola lacrima», ammette il capo pilota. «Ci ha accompagnati per tanti anni. Ma oggi è anche una bella giornata: è il modo migliore per dirgli grazie».
I motori si accendono e il rumore delle pale dell'Agusta Westland Da Vinci risuona sul piano di Magadino. Si alza in volo, la vecchia guardia, per tracciare la sua ultima rotta.
A terra, intanto, la base REGA 6 si avvia verso un nuovo capitolo del soccorso ticinese.
Chiara De Carli








