Cerca e trova immobili
SENZA TRUCCO SENZA ING…ARNO

Disgusto, verginelle e chi sarà marchiato a vita

Arno Rossini: «Chivu ha rivelato quello che è, è stato una delusione»
Imago
Disgusto, verginelle e chi sarà marchiato a vita
Arno Rossini: «Chivu ha rivelato quello che è, è stato una delusione»
Calciatori, pessimi esempi: «Dovrebbero andare a lezione dai rugbisti, avrebbero molto da imparare».
CALCIO: Risultati e classifiche

MILANO - Un fallo che non è stato un fallo, un cartellino giallo che è diventato rosso, uno stadio che si è trasformato in un cinema con in cartellone un film horror. Inter-Juve avrebbe dovuto mostrare al mondo la bellezza del calcio italiano e, invece, sarà ricordata solo per il “contorno” e le polemiche. In cerca di visibilità e sponsor, impegnata a crescere per colmare il gap dalle più ricche e seguite leghe d’Europa, la Serie A ha perso un’occasione colossale e, in più, ha veicolato un messaggio sbagliato: nel calcio vincono i furbi.

«Quanto successo è stato un vero peccato - ha spiegato Arno Rossini - e non parlo dell’episodio, anche perché visto in diretta, a velocità normale, era davvero sembrato fallo dello juventino, ma proprio di tutto quello che ha creato. Le proteste, le violenze, verbali e non, il clima di odio… Invece di parlare di una partita che a me è piaciuta, anche in undici contro dieci, ci si è concentrati su tutto il resto».

La simulazione di Bastoni che ha portato alla seconda ammonizione di Kalulu è però stata proprio brutta da vedere.
«Ma di episodi del genere quanti ce ne sono? Non facciamo le verginelle. Non sto scusando il giocatore dell’Inter, che nella sua esultanza per aver fregato avversario e arbitro e per aver “richiesto” il cartellino giallo è stato disgustoso, solo vorrei ricordare che di tuffi, in area o fuori, se ne vedono a decine in ogni partita. Quello di sabato, per il momento in cui è avvenuto, il contesto e quel che ha causato, ha semplicemente avuto un’eco mediatica maggiore. Secondo me ingiustificata».

Lo fanno tutti, quindi va bene?
«No, per nulla. Tutto il contrario, e proprio per questo il clamore avuto da un unico episodio è a parer mio stato esagerato. Di simulazioni non dovrebbero essercene proprio, mentre in ogni match sono ripetute. Il problema è culturale, di valori. I professionisti del pallone si dimenticano troppo spesso di essere anche degli esempi per i più piccoli. Dovrebbero essere sempre corretti, far capire come raggiungere un risultato in maniera onesta, battersi ma poi, a fine partita, stringersi la mano. Nel calcio, invece, non accade quasi mai ed è veramente brutto. Forse i calciatori dovrebbero andare a lezione dai rugbisti, avrebbero molto da imparare».

Riepiloghiamo. Bastoni ha simulato ma non ha fatto nulla di diverso rispetto a tantissimi colleghi di tutte le squadre. Ha esultato per aver fatto espellere un rivale. Martedì si è poi scusato. I dirigenti della Juve hanno aggredito verbalmente l’arbitro e quelli dell’Inter, e per questo sono stati inibiti. Il calcio giocato è purtroppo passato in secondo piano. Le polemiche, cominciate in campo e presto spostatesi sui social, sono state tanto rumorose da uscire dai confini italiani e, quasi, da “distrarre” dalle partite di Champions League (ieri i bianconeri, oggi i nerazzurri). Dimentichiamo qualcosa?
«Le dichiarazioni post-partita di Chivu, uno che ha sempre predicato bene ma che, in questo caso, ha razzolato malissimo. Il mister ha perso un’occasione importante per dimostrarsi corretto e raccontare la verità. Riviste le immagini, quanto accaduto era chiaro. Non gli sarebbe quindi costato nulla ammettere l’errore del suo giocatore. Invece, come fanno molti, si è nascosto, rivelando quello che è. È stato una delusione. Tra lui e Bastoni, sono usciti malissimo da questa storia: a lungo, forse per sempre, rimarranno marchiati. Altro? Pure il comportamento dei dirigenti bianconeri è da condannare, visto che non avevano la scusa dell’adrenalina del campo. Forse Spalletti e Marotta avevano però già qualche conto in sospeso... E per quanto riguarda le polemiche, in molti hanno esagerato. Invece di abbassare i toni, si è deciso di strillare. E violenza chiama sempre violenza. Insomma, si è fatta una figuraccia».

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.

Sappiamo quanto sia importante condividere le vostre opinioni. Tuttavia, per questo articolo abbiamo scelto di mantenere chiusa la sezione commenti.

Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.

Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.

Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!
NOTIZIE PIÙ LETTE