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SENZA TRUCCO SENZA ING…ARNO«Il Fenomeno? Brasiliano dentro e fuori dal campo»

27.09.23 - 09:00
«Il calciatore perfetto? Un mix di… due Ronaldo»
Imago
«Il Fenomeno? Brasiliano dentro e fuori dal campo»
«Il calciatore perfetto? Un mix di… due Ronaldo»
Arno Rossini: «Ronie è stato Messi prima di Messi, ma con quindici centimetri e venti chili in più».
CALCIO: Risultati e classifiche

VALLADOLID - Leo Messi, Cristiano Ronaldo, Zlatan Ibrahimovic e ora Haaland e Mbappé: chi è o chi è stato il miglior calciatore degli ultimi venti-trent'anni? C'è uno che spicca nettamente al di sopra degli altri: il più bravo di tutti, secondo molti, è Ronaldo. No, non il portoghese bensì Luis Nazario da Lima, che giusto la scorsa settimana ha festeggiato i 47 anni.

«Il brasiliano era un extraterrestre - è intervenuto Arno Rossini - Se si vuole stilare una classifica, lui è sicuramente il numero uno. Per trovarne un altro così bravo si deve tornare indietro di quaranta-cinquant'anni almeno».

Cosa aveva di tanto speciale?
«È stato Messi prima di Messi. Rispetto a Leo aveva però quindici centimetri e venti chili in più. Pensate alla velocità dell'argentino, alla sua incredibile qualità, alla sua bravura nel muoversi nello “stretto”... tutto ciò lo aveva anche il brasiliano. La velocità di esecuzione era anzi probabilmente superiore rispetto a quella della Pulce. In più però, appunto, aveva una fisicità esagerata. Era l’idolo di Ibrahimovic. Di lui Vieri ha detto che era eccezionale, che con la palla riusciva a correre più veloce del difensore che si trovava davanti».

Già, i malcapitati difensori…
«Non era semplicemente possibile marcarlo. Era un incubo per giocatori del calibro di Nesta, Maldini e Cannavaro, che hanno ammesso di essere spaventati davanti al Fenomeno». 

Un soprannome, una garanzia.
«Nel suo momento migliore, ed era giovanissimo, faceva numeri incredibili. Al PSV, al Barcellona, all’Inter, dove ho avuto la fortuna di vederlo giocare dal vivo: quando gli arrivava la palla, semplicemente decollava e gli avversari potevano fare ben poco. E tenete conto del fatto che si muoveva in un calcio molto diverso da quello attuale. Da quello nel quale i vari Messi, CR7 e Haaland sono tutelatissimi dagli arbitri. E in più hanno dalla loro la tecnologia. Tra VAR e altro, Ronie avrebbe avuto un impatto ancora maggiore».

Invece ha vinto ma non ha fatto incetta di trofei. Due campionati e tre coppe internazionali con i club e due Mondiali (ma uno da riserva) e due Coppe America con il Brasile.
«E due Palloni d’Oro. Se non si pensa al personaggio in questione, questo sarebbe sicuramente un gran bottino. Effettivamente però Ronaldo avrebbe potuto raccogliere molto di più. Molti di quelli che l’hanno incrociato durante la carriera, gli allenatori soprattutto, hanno sottolineato come abbia espresso a malapena il 50% del suo potenziale». 

Gli infortuni…
«Anche. A frenarlo è però stato altro. La testa. All’essere un professionista totale ha preferito divertirsi. Da buon brasiliano, ha usato estro dentro e fuori il campo da gioco. Lo si può biasimare? No, però ci ha privato di vere e proprie meraviglie. Credo, avesse avuto la professionalità di Messi, che avrebbe riscritto i libri dei record: la storia del pallone non sarebbe stata la stessa. Ecco, il calciatore perfetto è un mix di… Ronaldo. Le qualità tecnico-fisiche del brasiliano, la sua “gamba”, e l’etica lavorativa del portoghese». 

 

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