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COPPA SVIZZERAArriva la finale, si alza la pressione

31.05.23 - 17:27
«È solo una partita»
Ti-press (Elia Bianchi)
Arriva la finale, si alza la pressione
«È solo una partita»
Young Boys fortissimo ma questo Lugano ci crede.
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LUGANO - Trenta presenze il primo, una manciata in meno il secondo. Un assaggio di Europa e tanta coppa per il primo e… lo stesso per il secondo. Milton Valenzuela e Allan Arigoni sono stati due dei protagonisti della stagione del Lugano. Hanno giocato, convinto e anche strappato applausi, dando il loro contributo nelle cavalcate bianconere. 

I due difensori non hanno in ogni caso ancora terminato il loro lavoro: c’è ancora un match, l’importantissima finale di Berna, da provare a marchiare.

«Questa è una finale diversa rispetto a quella dell’anno scorso - è intervenuto Valenzuela - penso che ci arriviamo molto positivi. Sono contento di giocarne un’altra, non succede sempre. La squadra è in un buon momento».

La vittoria contro lo Young Boys in campionato vale qualcosa?
«È buona per la nostra fiducia ma quella di domenica sarà un’altra partita. Non conta nemmeno che lo Young Boys abbia vinto il titolo».

Tra la coppa dell’anno scorso, il Mondiale dell’Argentina (da tifoso) e questa finale, hai vissuto un anno strepitoso.
«Sono contento per quello che è successo e spero di vincere un’altra finale».

Nell’ultimo match del 2022, quando hai visto che sarebbero scesi in campo altri, hai pensato che avresti potuto avere una nuova occasione con il Lugano?
«Sì, al 100%. C’erano tanti giocatori con molta qualità, pronti a lavorare sodo. Per quello non sono sorpreso. Abbiamo fatto bene in campionato come in coppa».

Si può fare un parallelismo con l’anno passato?
«È tutto diverso. Ogni giocatore ha le sue caratteristiche. Per come abbiamo finito il campionato, la squadra di adesso ha un po’ più di fiducia, ma giochiamo contro i più forti, quindi non sarà facile».

Ti senti un leader?
«Non mi sento un leader ma provo a fare tutto quello che posso per aiutare un compagno e il gruppo».

Hai giocato in più ruoli, quale preferisci?
«Sono più abituato a fare il terzino ma mi piace anche giocare in un altro ruolo. Adesso mi sento a mio agio a giocare in mezzo al campo, cosa alla quale non ero abituato». 

Il tuo nome è uno di quelli più insistenti per il mercato in uscita…
«Uno dei miei obiettivi è quello di andare in un altro campionato. Ma non ci penso, non ora, abbiamo ancora una settimana e la mia testa è a giocare la finale e vincerla. Poi la prossima settimana vediamo se ci sono opportunità. Sono aperto a tutte le possibilità».

Non sarebbe male dire “addio” da vincente.
«Vincere una finale è sempre bello, all’inizio come alla fine della carriera. È una delle cose che uno ricorda. Per il mercato… vediamo. L’Europa è uno stimolo per eventualmente rimanere». 

Quest’anno lo Young Boys è favorito.
«Ma questo non cambia nell’approccio della partita. Anche l’anno scorso il San Gallo era favorito, stava giocando molto bene, era una squadra che personalmente mi dava piacere guardare. Non so se quest’anno sarà 50-50, 70-30, ma noi dobbiamo solo preoccuparci di dare tutto. È solo una partita». 

A Berna arriveranno 12’000 tifosi. Durante la stagione, a Lugano avete giocato davanti a meno fan.
«Come l’anno scorso, è stato più o meno uguale. Noi giocatori sappiamo che dobbiamo dare tutto in ogni occasione, che siano in 3-4’000 o 12’000 a dare il loro appoggio».

Sei scaramantico?
«Prima di ogni partita faccio sempre le stesse cose, seguo la stessa routine… Sono scaramantico ma non come il mister».

Hai vinto la MLS, poi la Supercoppa, poi la Coppa Svizzera.
«Spero di poter continuare così. Domenica a Berna verrà la mia famiglia. La famiglia manca sempre, uno prova a rimanere sempre in contatto ma è comunque difficile. Ed è ancora più difficile quando uno arriva in una nuova città, in una nuova squadra. Ognuno ha il suo tempo di adattamento». 

Lo Young Boys ha il miglior attacco.
«Dobbiamo dare il 120% tutti quanti per provare a fermarli».

Grande sicurezza l’ha poi mostrata pure Arigoni. «Abbiamo giocato sia a tre che a quattro dietro. Io mi trovo bene con entrambi i sistemi e la squadra ha dimostrato un ottimo adattamento. Mi sono messo a disposizione, dove il mister mi metteva ho cercato di impegnarmi al massimo».

Croci-Torti ha detto che è già da una settimana che ha in mente la formazione. Tu sai già dove giocherai?
«Io? Non so. Durante l’arco della stagione il mister si è anche dovuto inventare la formazione. Proveremo a rendergli la vita difficile, poi domenica scopriremo chi giocherà».

L’anno scorso non c’eri ma la finale l’hai seguita.
«L’ho seguita da casa, e siccome sono cresciuto in Ticino l’ho seguita con molta emozione. Il successo del Lugano mi ha reso felice e magari mi ha spinto a venire qui. La società nelle ultime stagioni sta facendo bene e sta attirando l’attenzione di molti».

Da ticinese, vincere la coppa con il Lugano sarebbe?
«Sarebbe il massimo». 

Von Bergen ha detto che se lo Young Boys giocherà come fatto nell’ultima partita a Cornaredo… perderà.
«L’ultima vittoria ci ha fatto realizzare che è fattibile batterli. Dobbiamo essere pronti a tutto e non prenderla sottogamba. È una finale, partiremo sullo stesso piano».

Quest’anno il Lugano ha fatto un percorso impressionante, con diversi record.
«Tutta la squadra è stata brava. Il percorso di crescita è stato molto positivo guardando tutta la stagione». 

Tu sei partito in sordina ma ora sei in forma.
«Ho avuto qualche problema fisico e non ho potuto fare tutta la preparazione. Ma so quello che posso dare alla squadra quando sono al 100%. Sono molto contento di essere riuscito a rimettermi in piedi e a dimostrare quello che posso dare».

Sei scaramantico?
«No, è una partita secca e tutto può succedere. Quindi tutto è possibile. Ho il mio rituale ma non sono estremamente scaramantico».

Giocare sul sintetico è un handicap?
«Può cambiare un pochino le sensazioni, ma durante tutta la stagione questo Lugano ha mostrato grande spirito di adattamento. In questa settimana poi penso faremo qualche allenamento sulla superficie per simulare al meglio le giocate. Personalmente preferisco l’erba, ma non fa una grande differenza».

Hai giocato a Zurigo, ora in Ticino… è cambiata la percezione del Lugano per gli avversari?
«Assolutamente. Ma già quando ero al Grasshopper l’anno scorso il Lugano era una squadra da temere. Quest’anno di più, con lo stile di gioco che è un po’ cambiato». 

La sogni la coppa?
«Sicuramente. Poterla vincere da protagonista sarebbe una gioia indescrivibile».

Croci-Torti riesce a caricare tutti, anche chi è una riserva.
«È molto bravo a motivare i giocatori. Si è visto durante l’anno, quando quelli entrati dalla panchina hanno spesso dato un impatto positivo e ci hanno aiutato a vincere». 

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COMMENTI
 

Evry 1 anno fa su tio
Forza Lugano ma con un "Ciabbattini" attivo al 100% e degno della funzione di capitano.

angie2020 1 anno fa su tio
vincere!!!
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