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«Eriksen? Reazione impulsiva»

Quest'estate Simon Kjaer ha salvato la vita al suo compagno, mantenendo i nervi saldi in un momento drammatico.
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«Eriksen? Reazione impulsiva»
Quest'estate Simon Kjaer ha salvato la vita al suo compagno, mantenendo i nervi saldi in un momento drammatico.
«Christian non è un collega, è anzitutto un nostro amico. Questo ha reso tutto molto più intenso».
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MILANO - Ci sono scene impossibili da dimenticare. Una di queste - per Simon Kjaer - è quella a cui ha assistito all'ultimo Europeo, quando improvvisamente il suo compagno Christian Eriksen si è accasciato al suolo a causa di un arresto...

MILANO - Ci sono scene impossibili da dimenticare. Una di queste - per Simon Kjaer - è quella a cui ha assistito all'ultimo Europeo, quando improvvisamente il suo compagno Christian Eriksen si è accasciato al suolo a causa di un arresto cardiaco. Sono stati momenti di tensione e di grande paura.

Momenti nei quali Simon Kjaer non ha perso la lucidità mantenendo i nervi saldi. Il suo pronto intervento ha aiutato il compagno a rimanere attaccato alla vita. «Il campo di calcio è il posto in cui mi sento più a mio agio - le parole espresse dal difensore del Milan al Guardian, che l'ha nominato giocatore del 2021 - Quando succedono cose come quella capitata a Eriksen, le porti con te per il resto della tua vita. Ma si impara da questo e forse mi permette anche di giocare un calcio migliore di prima».

Un gesto, quello di Simon Kjaer, quasi spontaneo... «Sono onorato e grato per gli attestati di stima, ma lo ripeto sempre, la mia reazione è stata impulsiva e così quella di tutti. Abbiamo agito da una squadra, non sarei stato in grado di mantenere la calma se non avessi avuto qualcuno a cui appoggiarmi. Christian non è un collega, è prima di tutto un nostro amico. Questo ha reso tutto molto più intenso. Non credo che ci si possa preparare a qualcosa di simile. Parlo molto con lui. È stata la mia terapia. Se Christian e la sua famiglia stanno bene, allora mi sentirò bene anche io. È lì che trovo la mia pace, e questo mi basta. Il calcio? È diventato secondario per me. Non è così importante come lo era prima».

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