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L'OSPITE - ARNO ROSSINI«Renzetti? Vedendo quel che è girato attorno al Lugano...»

23.06.21 - 08:01
«Renzetti è spessissimo riuscito a trasformare il ferro in argento. Ogni tanto in oro»
TI-Press
«Renzetti? Vedendo quel che è girato attorno al Lugano...»
«Renzetti è spessissimo riuscito a trasformare il ferro in argento. Ogni tanto in oro»
Arno Rossini: «In Ticino Renzetti ha la sua vita, il suo lavoro, i suoi affetti. Nel club ha messo tutto quello che ha, compresa la credibilità».

LUGANO - Thyago De Souza e Giammarco Valbusa? Evaporati ancora prima di riuscire veramente a lasciare il segno a Lugano. Anzi, forse - visti i contratti già firmati -, sarebbe più corretto dire: evaporati nonostante i danni già fatti a Lugano. 

La breve liaison con il Ticino dei due pittoreschi dirigenti è stata chiusa dall’emotivamente coinvolgente conferenza stampa di Angelo Renzetti il quale, capito il guaio in cui aveva messo il “suo” Lugano, si è cosparso il capo di cenere e ha fatto marcia indietro. 

Tutto è bene quel che finisce bene, dunque? Diciamo che la situazione economica dei bianconeri rimane difficile; con l’uscita della strana coppia il club ha tuttavia sicuramente scampato problemi più grandi, molto più grandi.

«Vedendo quel che è girato attorno al Lugano nelle ultime settimane, sapere che Renzetti è tornato in sella dà sicuramente grande sollievo - ha specificato Arno Rossini - I due acquirenti, con il loro progetto fumoso condito da nomi altisonanti, hanno infatti fin da subito fatto venire dubbi. Poi se di soldi non ne hanno neppure messi…».

I soldi, è questo il nodo della questione. Il presidente, da solo, non può sostenere il peso di un club di Super League.
«Sono d’accordo. Considero però il suo rientro una bellissima notizia, perché so quanto tiene alla società. So che la conosce a fondo - come conosce a fondo la realtà del pallone svizzero - e che difficilmente fa il passo più lungo della gamba. La situazione è difficile? È chiaro: se c’è una persona affidabile, che può far sopravvivere il club, questa è però sicuramente Renzetti. Gli altri due invece… dai, come ci si sarebbe potuti fidare?».

Non hanno fatto molto per coltivare la loro credibilità, effettivamente.
«C’è un altro aspetto da considerare. In Ticino Angelo ha la sua vita, il suo lavoro, i suoi affetti. Nel club, che ama, ha messo tutto quello che ha, compresa la credibilità. Quindi c’è la certezza che si batterà per garantirgli un futuro. Nella stessa situazione, tra un anno magari, De Souza sarebbe invece scappato: avremmo giusto trovato la chiave sotto lo zerbino».

I prossimi bianconeri saranno estremamente meno competitivi?
«Io credo che, proprio perché alla fine è rimasto, Renzetti riceverà aiuto dalla città e dalle istituzioni. Ha fatto un atto di amore? Gli verrà riconosciuto. Qualcuno il borsino lo aprirà. Sicuro, con Thyago non sarebbe successo».

Non significa però che gli investimenti sulla squadra saranno importanti.
«No, ma si deve riconoscere che negli anni, anche quando i mezzi erano scarsi, il presidente è sempre riuscito ad allestire gruppi competitivi. È spessissimo riuscito a trasformare il ferro in argento. Ogni tanto in oro. Credo quindi che anche stavolta, pur nelle difficoltà, i bianconeri sapranno disputare un buon campionato. Non mi aspetto quindi una stagione drammatica a livello di risultati: sfruttando al meglio le risorse potranno battersi per difendere la categoria».

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