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SUPER LEAGUE«Andiamo sempre in campo per vincere. Sion? Sono noni, ma hanno qualità: in realtà non sono lontani»

15.01.21 - 17:10
Jacobacci ha parlato del lavoro svolto in queste settimane e lanciato la sfida del Tourbillon: «Abubakar non ci sarà».
TiPress/archivio
«Andiamo sempre in campo per vincere. Sion? Sono noni, ma hanno qualità: in realtà non sono lontani»
Jacobacci ha parlato del lavoro svolto in queste settimane e lanciato la sfida del Tourbillon: «Abubakar non ci sarà».
Nel frattempo la SFL ha annunciato le date per la seconda parte della stagione. Nel weekend pasquale ci sarà la 27esima giornata. Ultimo turno il 21 maggio.

LUGANO - Breve e atipica, la sosta invernale volge già al termine, col Lugano di Jacobacci che domenica aprirà le danze facendo visita al Sion. Dopo questa fatica, recupero della decima giornata, i bianconeri torneranno già in campo mercoledì contro l'YB (altro recupero), prima di riprendere il "regolare" cammino. Altre 4 giornate per finire la prima parte di stagione, poi via col ritorno che - come annunciato oggi dalla SFL - prevede 9 match fino al weekend pasquale (lunedì 5 aprile il Lugano si recherà nella tana del Servette per la 27esima giornata). Covid permettendo il campionato consumerà i restanti 9 turni da lì al 21 maggio, quando si giocheranno la gare della 36esima e ultima giornata.

Insomma tanti impegni all'orizzonte, ma il presente dice Sion, con Jacobacci che in conferenza ha parlato del lavoro svolto in queste due settimane e lanciato la sfida del Tourbillon.

«Abbiamo potuto allenarci a dovere, anche se come allenatore avrei sicuramente preferito avere un po’ più di tempo a disposizione - esordisce il mister - Di solito questo è il momento in cui le squadre hanno un po’ più di tempo per sistemare i dettagli e fare qualche amichevole, così da fa “girare” tutti gli elementi in rosa e rendersi bene conto delle condizioni psico-fisiche dei ragazzi».

Invece c’è subito il Sion, affamato di punti.
«La prima poi è sempre una partita un po’ speciale, con tante incognite e insidie. Quello di Sion non è mai un campo facile. È vero che sono penultimi, ma hanno qualità importanti e il loro valore è superiore alla posizione attuale».

Una pausa breve, sulla carta, dovrebbe “favorire” chi - come il Lugano - già viaggiava bene ed era in fiducia prima di Natale. 
«Può essere un vantaggio, è vero che in dieci giorni non si perde tanto sul piano fisico. Ricordiamoci che all’andata, causa Covid, eravamo stati fermi per quasi due settimane e non era cambiato molto. Comunque una ripresa è sempre un momento un po’ particolare. Per tutte è anche una possibilità di ripartire. Nel nostro caso i ragazzi sono arrivati bene ai test fisici, quindi non si è perso molto».

Il Lugano, in campo per due recuperi domenica e mercoledì, ha subito due impegni ravvicinati. Nell’immediato potrebbe essere uno svantaggio, ma nel proseguo potrebbe rivelarsi positivo per trovare prima il ritmo rispetto a buona parte della concorrenza. 
«Questo vedremo quando sarà il caso. Chiaramente invece di fare amichevoli ci rituffiamo subito nel campionato, che è un’altra cosa. Però credo sia davvero importante livellare la classifica a livello di partite, per avere più indicazioni e punti di riferimento precisi. Non nego che avrei preferito aver già giocato 14 match (e non 12, ndr), perché stavamo bene e avremmo anche avuto l’occasione di raccogliere qualche altro punto. Sfortunatamente non si è potuto, ma ora però pensiamo a Sion».

Ci sono giocatori che non saranno a disposizione?
«Osigwe ha un problema alla spalla, mentre Guidotti è ancora fuori e non si è allenato con noi. Lavanchy dovrebbe invece rientrare in gruppo. Da parte sua Abubakar (per motivi di transfer, ndr) non sarà disponibile per la partita di Sion, ma spero che lo sia già a partire da mercoledì contro l’YB».

A proposito di Abubakar, sei contento del suo arrivo?
«È un bel colpo. Lo volevamo già fare in estate, poi in dicembre abbiamo ripreso i discorsi col Kriens. Credo che con le sue caratteristiche si possa adattare bene e inserire nel nostro gioco».

Nel 2020 il gruppo di Jacobacci ha brillato, convincendo anche i più “scettici”. Oltre Gottardo è cambiata parecchio la percezione del Lugano. Lo avvertite anche voi?
«Sì, le reazioni in Svizzera interna sono state tante e positive. Non parlano solo dei risultati, ma anche del gioco espresso. Abbiamo saputo giocare in una determinata maniera, con un’identità precisa. Prima e dopo lo stop per Covid ci sono stati anche dei cambiamenti tattici - difesa a 4 piuttosto che a 3 - e ora abbiamo la possibilità di modificare il sistema di gioco anche a partita in corso. La mentalità però non cambia. Certo ci sono ancora aspetti da migliorare. Ora vogliamo farci valere di più anche nell’aspetto offensivo, ma sin qui abbiamo subito 10 gol e siamo la miglior difesa insieme all’YB».

Il Lugano ora è quarto con 19 punti in 12 match. Le vostre ambizioni sono cambiate o continuate a guardarvi innanzitutto alle spalle?
«Il prossimo avversario è il Sion, che è nono ma è sempre difficile da affrontare. La classifica in realtà è corta e non sono lontani. Per noi questo è uno scontro diretto, che potrebbe aiutarci davvero molto per il futuro. Dobbiamo continuare sulla nostra strada, consapevoli delle nostre forze. Dobbiamo migliorare alcuni aspetti, ma l’assetto deve restare questo, con la convinzione di avere qualità. Vogliamo arrivare a 39 punti - che dovrebbero garantire la salvezza -, poi potremo cambiare il nostro obiettivo. Un passo alla volta sappiamo di poter fare cose importanti, ma dobbiamo restare umili. Vogliamo andare a fare punti ovunque per arrivare il prima possibile a 39 punti. La mentalità deve essere quella di entrare sempre in campo per vincere. Non capiterà, ma la mentalità deve essere quella. Se poi esce un pareggio va bene, ma si parte sempre pensando alla vittoria. Abbiamo la qualità per farlo».

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