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SUPER LEAGUE«Non c'è preoccupazione, ma chiedo più cattiveria»

30.06.20 - 18:11
Maurizio Jacobacci lancia la sfida col Basilea: «Non ho visto giocatori stanchi, ogni gara ha la sua storia».
TiPress/archivio
«Non c'è preoccupazione, ma chiedo più cattiveria»
Maurizio Jacobacci lancia la sfida col Basilea: «Non ho visto giocatori stanchi, ogni gara ha la sua storia».
Il mister del Lugano ha parlato nella classica conferenza della vigilia: «Il Basilea ha molta qualità, ma non può sorprenderci più di tanto. Sulmoni? Mi dispiace tantissimo, è una persona umile e squisita».

LUGANO - Caduto domenica nella tana dello Zurigo - primo ko post lockdown -, il Lugano si prepara ad un trittico particolarmente insidioso e impegnativo, con Basilea, YB e San Gallo (le prime tre della classe), da affrontare da qui al 9 luglio. Il primo ostacolo sono i renani di Koller, attesi domani a Cornaredo (calcio d'inizio alle 18.15).

Avversari tosti e un po' di fatica a segnare gol su azione. C'è preoccupazione?
«Non c'è preoccupazione e, con chi dice che siamo stati anche un po' fortunati a trovare il gol col Servette, non sono d'accordo - esordisce Maurizio Jacobacci, mister del Lugano che domani non potrà contare su Rodriguez e Custodio - Tutte le partite sono difficili, che si tratti di affrontare l'YB, il San Gallo o qualsiasi altro avversario. Ogni gara ha la sua storia. Partire bene e segnare il primo gol dà sempre un vantaggio. A Zurigo, a mio avviso, avremmo meritato un punto: le migliori occasioni le abbiamo avute noi».

Il Lugano, quando passa in svantaggio, non riesce quasi mai a recuperare. Un problema mentale?
«No, non credo. Se non ci creassimo occasioni dopo aver incassato un gol, allora si che mi preoccuperei. Ma non è così. Certo, dobbiamo essere più incisivi sottoporta e sfruttare le nostre chance. L'opportunità sciupata da Holender, ad esempio, è difficile da "spiegare". Vorrei più cattiveria. Avrei preferito che sparasse un siluro sopra la traversa. Quello invece non è stato nemmeno un tiro. Marchesano, al contrario, ci ha creduto fino in fondo. Si è detto "questa palla arriva a me". Ha creduto anche nel lavoro dei compagni. A Zurigo sono state le piccole cose a fare la differenza».

Passiamo al Basilea. Hai pensato a qualche soluzione per arginarlo?
«Sì. In realtà non può sorprenderci più di tanto perché lo abbiamo visto e conosciamo le sue qualità. Col Sion sono sempre stati all'attacco, contro una squadra che non ha voluto giocare e ha cercato di strappare un punto. Poi il gol è arrivato nel finale e i vallesani non avevano più tempo per reagire. Se vedremo un Lugano all'attacco? Saremo soprattutto costretti a difenderci, ma vogliamo anche metterli in difficoltà. Sono convinto che abbiamo la possibilità per farlo, ma dovremo bloccare il loro palleggio. Dovremo vedere come giocheranno - con Ademi e/o Cabral davanti - e poi essere bravi a capire come mettergli pressione».

Chiederai ai tuoi ragazzi di aggredire il Basilea?
«Se gli attaccanti lavorano bene possiamo mantenere il baricentro più alto. Se invece si abbassano, anche la difesa di conseguenza lo farà e subiremo una maggior pressione. Dipende tutto da questo».

Renzetti ha detto che al Letzigrund avrebbe osato qualcosa in più nel secondo tempo, con 3-4 sostituzioni in un sol colpo.
«Questo non ha niente a che vedere con il coraggio. Poi, a Zurigo, posso condividere il pensiero del presidente, con alcuni cambi che potevano essere effettuati prima. Ad ogni modo la mia idea era quella di fare delle sostituzioni prima del calcio d'angolo che ci è costato il gol, ma il quarto uomo non era pronto con la lavagnetta e questo dispiace».

Il calendario è fitto e le temperature sono elevate. La fatica inizia a farsi sentire?
«Non ho visto giocatori stanchi, sanno reggere bene il ritmo. Ad esempio Lavanchy e Yao, che spingono sulla fascia, avrebbero potuto giocare 90' senza nessun problema. I cambi vengono fatti per portare in campo determinate caratteristiche, non per fatica».

Infine un commento sul ritiro di Fulvio Sulmoni.
«Quando l’ho utilizzato è perché meritava di giocare. È una persona umile e squisita. Parla poco, ma agisce con i fatti. Mi dispiace tantissimo perché lo avrei voluto ancora nel nostro gruppo almeno per finire il campionato. La salute però è la cosa più importante. Gli auguro di tornare in salute e vivere la sua vita nel migliore dei modi».

COMMENTI
 
Zarco 2 anni fa su tio
Per una volta sono della stessa idea del presidente! Cambiare prima ...Yao ? Può giocare anche 1 minuto , sempre pessimo però !!!!!!!
Indira69 2 anni fa su tio
sentendo le dichiarazioni di oggi,penso che Jacobacci,abbia capito che i cambi vadano gestiti meglio.Yao é partente a fine stagione e nessuno si strapperà i capelli vedendolo andar via,al suo posto farei giocare da subito Jefferson.
Zarco 2 anni fa su tio
Condivido tutto!
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