Cerca e trova immobili

SERIE BCoronavirus, Ascoli e Lugano: parola a Piccinocchi

16.04.20 - 11:45
L'ex centrocampista del Lugano si era trasferito nelle Marche l'estate scorsa
Ascoli calcio
Coronavirus, Ascoli e Lugano: parola a Piccinocchi
L'ex centrocampista del Lugano si era trasferito nelle Marche l'estate scorsa
«Quel che mi è rimasto dell'avventura a Cornaredo è la familiarità che è nata con diverse persone».
CALCIO: Risultati e classifiche

ASCOLI PICENO - Quattro anni a Lugano intensi lungo i quali è cresciuto e maturato sia come uomo che come calciatore. Chiuso il capitolo Super League, la scorsa estate Mario Piccinocchi ha deciso di voltare pagina: l'occasione l'ha trovata nelle Marche dove l'Ascoli, club di Serie B, gli ha sottoposto un contratto. D'altronde il 25enne scuola Milan lo aveva sempre detto: "Il mio sogno è quello di poter giocare un giorno ad alti livelli in Italia".

Nel club marchigiano si trova bene, nonostante nelle settimane precedenti la crisi legata al coronavirus la squadra ha attraversato un periodo difficile, che dovrebbe sfociare con il cambio di allenatore. A prendere il posto di Roberto Stellone - dopo un periodo nel quale sono arrivati solamente due punti in cinque partite - sarà molto probabilmente un altro ex bianconero: Guillermo Abascal. Il tecnico andaluso è in attesa di poter esordire alla guida del Picchio, una squadra in piena lotta per evitare i playout. 

Come sta vivendo la quarantena Mario Piccinocchi? «Ciò che mi premeva sin dall'inizio era riuscire a non subire la situazione ed evitare il panico. Vivo con la mia ragazza e in questi giorni, inevitabilmente, ci siamo creati una nuova routine. Di mattina ci alleniamo per quel che è possibile fare in balcone o nel parcheggio del condominio, di pomeriggio mi dedico allo studio. Sono iscritto a "scienze motorie indirizzo calcio", un percorso nuovo nato da quattro anni. Inevitabili poi le videochiamate con amici e parenti. Mi piace parecchio leggere e il tempo che mi resta lo dedico quasi sempre alla lettura». 

Com'è la situazione coronavirus ad Ascoli?
«La mia famiglia e i miei parenti sono a Milano, nell'epicentro della pandemia. Ad Ascoli, invece, la situazione è leggermente migliore rispetto alla Lombardia, nonostante anche qui i casi non manchino. Abbiamo però la fortuna di vivere nelle vicinanze del mare in un paese poco frequentato vista la bassa stagione. Ad ogni modo abbiamo adottato anche noi tutte le precauzioni del caso».

In questo momento c'è un'altra questione che sta tenendo sulle spine l'ex Lugano...
«A giugno mi devo sposare e siamo in attesa di scoprire se sarà possibile celebrare il nostro matrimonio. Ci sono diverse incognite. Rinviarlo? Difficile pensarlo, dovremmo riorganizzare il tutto e non sarebbe così semplice».

Parliamo di calcio: la vostra stagione sin qui è stata un saliscendi continuo...
«Avevamo iniziato bene il campionato, in seguito ci siamo complicati la vita da soli. A causa delle diverse sconfitte si è poi creato un clima negativo, nel quale non era sempre facile convivere. Se si dovesse ricominciare a giocare, il nostro unico obiettivo sarebbe quello di evitare i playout». 

Parlavi di ripartire: sarà possibile secondo te?
«Stanno facendo di tutto per riprendere, visti i tanti interessi in ballo. Nel contempo praticamente tutte le Federazioni di altri sport hanno già optato per lo stop definitivo. Noi per il momento siamo in balia della situazione, ci sono tanti progetti. È giusto provarci, ma vedremo quel che accadrà».

Due parole infine sul Lugano, un'esperienza davvero importante per te...
«Sento spesso diversi ex compagni. Abbiamo un gruppo in WhatsApp nel quale sono presenti diversi ex giocatori con cui ho giocato a Lugano. Uno di quelli che sento maggiormente è Sabbatini. Quel che mi è rimasto dell'avventura a Cornaredo è la familiarità che è nata con diverse persone, ho stretto davvero tante amicizie. È stata la mia prima esperienza nel calcio professionistico e lì da voi sono cresciuto tantissimo».

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
COMMENTI
 
NOTIZIE PIÙ LETTE